Campionato Sud Europeo: Manu Hens ed Enrico Michel si aggiudicano il Campionato Sud Europeo/Trofeo Sergio Michel

Trieste, 20/09/22

CAMPIONATO SUD EUROPEO – TROFEO SERGIO MICHEL 16-18/9/2022 – SVOC MONFALCONE

Domenica 18 settembre si è concluso il  Campionato Sud Europeo – Trofeo Sergio Michel svoltosi presso la SVOC di Monfalcone in memoria di mio padre . Non sono mai stato bravo con le parole e quindi, non me ne voglia l’autrice, ma per iniziare a sciogliere il ghiaccio vorrei citare alcune righe del bellissimo articolo pubblicato sul giornale locale e scritto dalla giornalista e velista Francesca Pitacco (che ovviamente ringrazio), perché è riuscita a riassumere come meglio non avrei potuto fare i miei sentimenti rispetto a questo magnifico evento: 

“C’è tanto cuore in questo Snipe South European Championship 2022 corso per l’organizzazione della Svoc di Monfalcone: cuore nella vittoria di Enrico Michel (in coppia con il belga Manu Hens), che conquista così il trofeo dedicato alla memoria del padre; cuore nel comitato di regata coadiuvato dagli esperti locali che è stato in grado di sfruttare ogni secondo di un weekend dal meteo quantomeno incerto; cuore nella grande famiglia Snipe internazionale, che una volta di più ha dimostrato fair play in acqua e divertimento a terra.”

E il cuore ha cominciato a battere fin dalla cerimonia di inaugurazione con l’accensione del braciere da parte della giovane Alessia Perazzi. Quale partenza migliore!

Nonostante le previsioni per il fine settimana si preannunciassero semplicemente disastrose tanto da temere  che si sarebbe potuto gareggiare solo nella giornata di domenica, un solido Comitato di Regata presieduto dall’ottimo Riccardo Mazzotti, coadiuvato anche dal rappresentante SCIRA International, Giovanni (John) Turazza, ci fa uscire venerdì riuscendo a portare a casa una prova con Bora sostenuta (18-23 nodi), vinta da Hens-Michel, prima che la stessa andasse ad aumentare oltre i limiti di classe.

Il sabato mattina scene da tregenda ed è subito inverno con pioggia battente ed ancora bora forte, si aspetta e la nostra attesa viene premiata… a metà pomeriggio il tempo si mette al meglio e si riesce a correre due belle prove con vento medio ad appannaggio rispettivamente di Bruni-Scarselli e Hens-Michel e a rientrare a terra giusto in tempo per l’inizio della cena a buffet organizzata dal circolo. Neanche il tempo di arrivare al dolce, che il DJ Alberto Bueno giunto appositamente dalla Spagna (PLAN B di Valencia) si scatena e dà l’avvio al party che durerà fino a notte inoltrata.

La mattina di domenica nonostante nel parco barche si vedessero parecchie facce provate dalla serata precedente, a riprova che il motto della classe (Serious Sailing Serious Fun) è stato preso seriamente anche in questa occasione, si va in acqua alle 11 per tentare di portare a casa altre tre regate. Le previsioni dicono che la finestra in cui si potrà regatare con vento leggero da maestrale sarà piuttosto breve ed infatti riusciamo a regatare per due sole prove prima che il vento sparisca del tutto. Questa volta primi a tagliare il traguardo saranno i croati Bojan e Vlado Grego e nella seconda i giovani Toffolo-Cabrini.

Nella prima prova, l’equipaggio Bruni- Scarselli, secondo a 2 punti, finisce terzo mentre noi quarti. In questo momento un solo punto di vantaggio ci separa dai campioni italiani in carica, con i quali quindi ci giochiamo il titolo. La seconda e ultima prova di giornata diventa perciò un match race serrato fin dalla partenza e alla fine noi riusciamo a spuntarla. 

La premiazione è l’occasione per un’altra festa con pasta e birra a fiumi.

Sono certamente di parte, però credo di interpretare il sentire di molti nel voler elogiare lo sforzo organizzativo del mio circolo, la SVOC, dove numerose persone hanno lavorato sodo sia a terra che in mare per fare di questa regata un grande evento: come già fatto durante la premiazione di chiusura, un plauso speciale va senza dubbio a Daniela Semec e Antonia Contin che si sono letteralmente fatte in quattro.  

44 barche sulla linea di partenza da 7 nazioni e i visi contenti di tutti i partecipanti penso siano la conferma di questo successo. Altri ringraziamenti sono ugualmente dovuti: a mia moglie Daniela, per il suo lavoro dietro le quinte, altrettanto indispensabile; a Josè Maldonado e Laura Morata di T10 Sailing e Alberto Bueno che con la loro presenza hanno fatto sì che la serata di sabato fosse un successo; a tutti gli equipaggi giunti da vicino e da lontano che con la loro partecipazione, hanno onorato la memoria di mio padre; e ovviamente a mio padre, per quello che mi ha insegnato e trasmesso a terra e in mare:  sono sicuro si sia molto divertito durante questi giorni. Ultimo, ma non ultimo, un grazie a Manu… era dall’Europeo del 2014 svoltosi in Polonia che non regatavamo assieme. Siamo amici da lunga data e l’occasione di provare assieme la sua barca nuova qui a Monfalcone era ghiotta. Quando glielo ho proposto ha accettato con entusiasmo ed il risultato (dopo esserci tolti un bel pò di ruggine in una uscitina il giovedì) è stato superiore alle nostre più rosee aspettative. Per quanto mi riguarda è stato un weekend da sogno…

La classifica è stata pubblicata qualche giorno fa per cui sapete già come è andata a finire… 😊

Qui sotto solo alcune delle foto del campionato. Per vederle tutte andate sulla nostra pagina Facebook:
https://www.facebook.com/SnipeClassItalia

PHOTO COURTESY ANDREA CARLONI

BIDS 2023

Ricevo da Reino Suonsilta e pubblico:

Hi all,

Due to the lack of bids for the following 2023 events, the deadline for bidding is extended to November 1st:

– East Europeans

– South Europeans

– Junior Europeans

– Nordics

Please encourage your clubs to submit bids.

Report della SCIRA Italia alla riunione di Cascais

The situation of Scira Italia shows a little, but homogeneous, improvement in our numbers in all the categories as reported in database: 123 boats, 231 sailors comprehensive of 37 Juniors. Scira Italia is therefore in good health.

In the first two National regattas  the average number of boats was 25; in the Absolute Italian Championship in Cesenatico there were 29 boats, in Master Championship of Brenzone 31 boats;  the maximum number of boat was reached in the German Open/Polish Cup and European Cup John Broughton: 41. 

Two junior crews, both of the Associazione Velica Trentina, competed in the Junior World Championship of Leca de Palmeira; three Italian womens participated in the Women European Championship in Anversa, BEL.

Antonio Bari was the technical chief of the course held in Caldonazzo last June, which trained 5 new National Measurers.

The Italian Team in this World Championship of Cascais is represented by 6 crews: Lambertenghi/Franzini, Fantoni/Gorgatto, Bruni/Zampieri, Toffolo/Longhi, Bari/Bari, Schiaffino/Cabrini.

Sergio Michel  Trophy, valid as South European Championship and National Regatta and than the principal Italian Regatta in 2022 ,  will take place in Monfalcone next September, 16-18.

After many years in expectation  a new Italian Fleet, named “Sardegna”, was founded in Alghero. This is a good notice because we see more often decadence or end e not the born. Two of the new crews frequented the DB Sailing Academy of Daniela and Enrico Michel in Monfalcone, a very good idea for the promotion of Snipe in our country.

We are honored by the choice of the SCIRA to assign the European Championship 2023 to Gargnano on the Garda Lake; we hope the same for the World Master in Rimini.In the last year we have seen more interest in the Snipe of the junior crews and then a re-edition of Italian Junior Championship was proposed for next year in Caldonazzo, TN.

Thank you for the attention and a special thank to Daniela Semec for represent me in this meeting. Giuseppe D’Orazio

Appunti sul Mondiale Assoluto Snipe; le riflessioni di Antonio Bari

In un mondiale, a cui si accede per selezione, il livello è alto perché partecipano i migliori di ogni singola nazione. Si incontrano professionisti veri, semi professionisti (gente che ha un lavoro, spesso nel mondo velico, che dedica moltissimo tempo all’allenamento), dilettanti con talento e -pochi- appassionati che si allenano o escono in barca nei week end.

Noi non siamo nei primi due gruppi e nelle regate a questo livello ne paghiamo lo scotto, soprattutto se le condizioni sono dure come quelle incontrate a Cascais. Nessuno stupore quindi se i nostri nomi non si vedono al vertice delle classifiche.

Gli spagnoli avevano 4 allenatori,  gli statunitensi 3, i brasiliani e i belgi 1, gli argentini un gommone di supporto (grazie ad Antonia per essere stata disponibile anche se imbarcata su un gommone “estero”).

Questo significa mesi e mesi di preparazione e un impegno finanziario non indifferente, cose che noi non possiamo affrontare (la somma dei giorni di allenamento di tutti i nostri equipaggi per questo mondiale è stata più o meno 1/10 di quelli di un singolo top finisher). Per cui tutto sommato non possiamo che accettare il risultato, considerando anche che nessuno dei nostri ha fatto danni gravi, mentre anche tra i big abbiamo visto alberi rotti, tangoni piegati, danni agli scafi e ritiri.

In effetti i fabbricanti di alberi, tangoni e vele hanno fatto affari d’oro. Al secondo giorno ho visto montare 8 alberi nuovi, tutti i giorni mazzi di tangoni (e di certo dopo nove regate con queste condizioni una rinfrescata alla dotazione di vele si renderà necessaria per tutti).

Per capire il livello degli equipaggi in acqua basti dire che hanno gareggiato un oro olimpico, altri cinque o sei olimpionici, 7 ex campioni mondiali snipe (che sono ammessi di diritto), parecchi campioni europei e dell’emisfero e vari professionisti sui barconi.

Il miglior equipaggio misto si è classificato al terzo posto, poi al quinto e all’undicesimo; negli  ultimi due casi con due ragazze al timone (e stiamo parlando di Juliana Duque, campionessa brasiliana in carica e di Mafalda Pires de Lima, impegnata nella campagna olimpica per Parigi 2024). In totale gli equipaggi misti erano oltre 25. Ottima premessa per l’europeo in programma a fine ottobre.

In attesa di avere dati più precisi sui materiali usati (estremamente vari) per elaborare delle statistiche, un dato tecnico interessante è la nuova centratura che proviene dal Sud America: da decenni, con piccole variazioni sul tema, siamo abituati a tirare le sartie all’aumentare del vento con lo scopo di controllare meglio la forma delle vele; al contrario, secondo questa nuova tendenza, all’aumentare del vento si appoppa l’albero riducendo la tensione in modo da rendere tutto il sistema più morbido per far scaricare maggiormente le vele.  Visto il meteo incontrato a Cascais scaricare era l’imperativo: di sicuro una messa a punto da provare nei prossimi mesi – anche se da noi raramente si regata con condizioni meteo così impegnative.

Come già nel 2015 a Talamone, l’equipaggio in testa prima dell’ultima prova non ha saputo amministrare il vantaggio. A Cascais Rodriguez e Tocke potevano vantare 6 punti di vantaggio sul secondo e 7 sul terzo, ma invece di controllare gli unici due avversari pericolosi hanno cercato il bordo migliore, che però tale non si è rivelato. Un errore di strategia che hanno pagato a caro prezzo.

Purtroppo, con le attuali regole di classe, il percorso olimpico è praticamente stato abbandonato e a Cascais abbiamo regatato solo su bastone e triangolo (anche se in qualche occasione degli olimpici sono stati fatti per via dei cambi di percorso dovuti alla variazione delle condizioni). Secondo me un peccato, perché quest’ultimo prevede tutte le andature e mette alla prova i concorrenti su un ventaglio maggiore di opzioni, soprattutto se le condizioni sono come quelle incontrate in Portogallo in cui le poppe erano spesso praticabili e i laschi da urlo.

Dopo molti anni di oblio, dovuto alla mancanza di laminati validi all’interno delle regole di classe, si è rivisto il mylar con grammature adatte e quindi approvabili, caratteristiche meccaniche in linea con quelle di tessuti attualmente utilizzati e, soprattutto, composte di materiale riciclato: il film è fatto con le bottiglie di plastica.

Non essendo ancora approvato, le vele sono state usate solo durante la regata di prova. Già negli anni 90, per un paio di stagioni, ho utilizzato vele in mylar delle quali ero rimasto entusiasta (un po’ meno della randa, che mi era parsa un po’ complessa da regolare). I laminati utili per lo snipe erano poi scomparsi dal mercato per cui nessuno se n’era più interessato. Vedremo come si evolverà la situazione.

Anche quest’anno la Star Sailor League ha preparato una maglietta personalizzata per ogni nazione ed ogni singolo concorrente. A noi è capitata la classica maglia azzurra con il tricolore sulla spalla, ma certamente il premio per la più bella va a quella di Cuba, con la bandiera nazionale messa in verticale.

Nel corso della premiazione sono stati consegnati riconoscimenti non solo di classifica,  ma anche a categorie speciali (primo equipaggio misto, concorrente più giovane eccetera). Fuori dal solito protocollo, ma di certo un’idea simpatica per uscire dalla rigida consuetudine che avrebbe visto la consegna dei premi solo ai primi della classifica assoluta.

Credo di poter dire  in conclusione che il campionato sia stata un’ottima occasione di crescita, non solo per i nostri veterani con molti mondiali alle spalle, che penso abbiano potuto constatare come negli ultimi anni il livello dei conconcorrenti sia con evidenza aumentato, ma soprattutto per i ragazzi, la maggior parte alla prima esperienza a questo livello e con queste condizioni, che porteranno a casa un notevole bagaglio utilissimo per la loro crescita velistica.