La Flotta Sistiana e le flotte Snipe nel Golfo di Trieste

Storia della Flotta

I primi Snipe appaiono nel Golfo di Trieste a partire dal 1940. Nel corso degli anni ci sono state ben cinque flotte (da Trieste a Muggia), poi attualmente unite sotto il nome Fleet 606 Sistiana.

A Muggia la prima deriva è costruita in piena Seconda Guerra Mondiale da Silvio Bertotti, ingegnoso carpentiere in legno e futuro socio del Circolo della Vela Muggia, che si procura i disegni di una barca vela, conosciuta all’estero Snipe, ed in Italia battezzata Beccaccino.

Sono anni difficili. Per Trieste la seconda guerra mondiale di fatto è finita solamente nel 1954, in quanto dal 45 al 54 l’area è stata amministrata come “Territorio Libero” dagli Alleati (USA e UK) tanto da avere un’influenza anglosassone nelle sue tradizioni. Nonostante le sanzioni internazionali contro l’Italia, sono stati ottenuti direttamente dagli USA circa 30 numeri velici per Snipe, malgrado non ci fossero relazioni ufficiali tra i due Paesi.

Con la fine della guerra abbiamo notizie di flotte presso lo Yacht Club Adriaco (Flotte Adriaco Grado e Trieste), la Triestina della Vela (Flotte Grignano e Sistiana) e il Circolo della Vela Muggia (Flotta Muggia). Nonostante le difficoltà, l’attività velica era molto fervida.

Nel 1947 Giorgio Rinaldi e Nino Favretto dell’Adriaco vincono il Campionato italiano, il primo di una lunga serie per i velisti triestini.

Nel 1955 prima edizione della Coppa Barbanera, organizzata dalla Triestina della Vela a Sistiana. Una delle più importanti regate organizzate in Italia, di grande richiamo europeo e mondiale.

Nel 1957 risultano registrate alla SCIRA ben 5 flotte: #239 Adriaco Grado, #240 Muggia, #241 Trieste, #335 Grignano, #474 Sistiana. Il motivo di così tante Flotte risiede nel fatto che all’epoca solo un equipaggio per flotta poteva partecipare al Campionato Italiano.

Nel corso degli anni le flotte sono state rinumerate e Sistiana ha assunto il numero 606.

Dal 2016 tutte le flotte di Trieste e Muggia (nel frattempo la flotta di Muggia aveva assunto il nome Est Nord Est) sono state incorporate nella Flotta 606 Sistiana.

Principali regate organizzate

Nel corso degli anni nel Golfo di Trieste sono stati organizzati numerosi campionati:

Campionato Europeo 1982 – STV

Campionato Mondiale Femminile 2000 – STV

Campionato Europeo Junior 2004 – STV

Campionato Mondiale Master 2009 – STV

Campionato Sudeuropeo 2018 – Trofeo “Sergio Michel” – STV

Sede Campionati italiani

Trieste nel 1948, 1950, 1997, 2006.

Muggia nel 1955, 2003 e 2011.

Regate annuali e classiche di Trieste

Trofeo Silla, Coppa Barbanera, Coppa Pupis, Trofeo Bisso, Trofeo Ferin.

Velisti da menzionare

Giorgio Rinaldi and Nino Favretto (Italian Nationals 1947), Enzo Braut e Giovanni Dorigo (Junior Nationals 1952), Laura Tarabocchia and Claudia Pasini (Women’s Nationals 1955), Marina Tarabocchia and Annamaria Martelli, Riccardo Paulin, Livio Silla, Danilo D’Isiot and Pavanello (Italian Nationals 1949, 1953, 1961), Fabio Saré, Renato Zuliani, Enzo Braut, Giorgio Fonda, Asaro, Rizzi, Guido Crechici, Giorgio Giani and Franco Segala, Mario Recchia, Lizier brothers, Luciano Zlatich, Fabio Spongia, Bertotti, Sfetez, Dario Postogna, Giorgio Giorgini, Giorgio Brezich (Italian Nationals 1967, 1970, 1973, 1974, 1976, 1978, 1979, 1981, 2000; Junior Nationals 1957, 1959, 1960; South Europeans 1972; Mediterranean Championship 1973; Master Nationals 1994, 1995, 1996, 1997, 1999, 2000, 2001, 2003, Coppa Duca di Genova 1987-88, 1989-90, 1993, 2000), Franco Ostoich (Junior Nationals 1957, 1959), Giorgio Ferin (Italian Nationals 1967, 1970, 1973, Junior Nationals 1962), Giorgio Radin (Junior Nationals 1962), Romeo Ferfoglia, Gianpaolo Bisso, Giuseppe Terdoslavich, Piero Barcia, Sponza brothers, Mejorini brothers, Sergio Battistella, Filippo Tornetta, Marco Cobau, Fabio Appollonio, Dani Degrassi, Piero Napp (Italian Nationals 1974, 1976, 1978), Marco Penso (Italian Nationals 1979, 1981, Junior Nationals 1977), Lucio Penso (Italian Nationals 2000, Master Nationals 1999, 2000, 2001, 2003), Fabio Beltrame and Parladori (Junior Nationals 1973), Francesca Cappello (Women’s Nationals 1998, 1999, 2000), Riccobon (Junior Nationals 1996), Stefano Longhi (Italian Nationals 2012, Master Nationals 1998), Roberto Vencato (South Europeans 1973), Bobo Pinelli, Paolo Pinelli, Gino Rinaudo, Gianni Rinaudo, Stefano Bosutti, Marina Senni, Marina Simoni, Sergio Irredento, Silvia Penso, Ortenzia Caselli, Barbara Pozar, Alessandra Papa, Alessio Spadoni and Percic (Junior Nationals 2006), Paolo Tomsic e Andrej Mocilnik (Italian Nationals 2003), Fabio Rochelli e Daniela Semec (Master Worlds 2010 Apprentice Master, Master Nationals 2007-2013-2014-2015-2017-2019), Giorgio Stefani, Anna Zerial, Pellis and Dedeic (Junior Nationals 2011) Marco Rochelli and Ilaria Rochelli (Junior Nationals 2013, 2014), Michele Paoletti, Benedetta Nicolich, Giulio Tarabocchia, Piero Anzellotti, Fabio Schaffer, Fabio Steffé, Paolo Cerni, Pietro Fantoni and Marinella Gorgatto (Italiano Nationals 2015, South Europeans 2015, 2017, Coppa Duca di Genova 2010, 2011, 2012, 2015, 2016), Michele Meotto and Alberto Cassandro (Junior Nationals 2015), Anneke Meyer, Massimialiano Antoniazzi e Luca Antoniazzi, Giorgio Padoan, Stefania Padoan; Maurizio Protti, Chiara Lamonarca, Andrea Pribaz, Umberto Wetzl, Eleonora Zuzic, Gino Costantini, Gennaro Cangiano, Giovanni Moro, Alessandra de Robertis, Nicola Gerin and Laura Cerni (Junior Nationals 2010), Jacopo Ferrari Bravo, Giovanni Coccoluto, Maurizio Planine, Michela Furlan, Mauro Marchesan, Mauro Ferrante, Irene Calici, Petra Gregori.

Beccaccino d’Oro

Flotta vincitrice: 1991-1994-2002-2003-2004-2017-2018-2019-2020

Segretari Nazionali

Marsilio Vidulich (1960-1963), Giorgio Brezich (1988-1995), Stefano Longhi (2000-2003), Daniela Semec (2018-presente)

SCIRA Board Members

Giorgio Brezich (Rear Commodore 1994, Vice Commodore 1995, Chairman of the Rules Committee 1997-2012) Stefano Longhi (European Secretary 2006-2009), Pietro Fantoni (Secretary 2012-2015, Vice Commodore 2017-2018)

SCIRA Commodores

Giorgio Brezich (1996), Pietro Fantoni (2018-2019).

Capitani di Flotta (Adriaco Grado, Trieste, Grignano, Muggia Sistiana)

Giorgio Rinaldi, Finozzi, Marino Tarabocchia, Livio Silla, Mario Malossi, Umberto Rizzi, Claudio Maranzana, Bruno Cadalbert, Giorgio Brezich, Sergio Irredento, Marco Penso, Fabio Rochelli, Gino Costantini, Apostoli, Fabio Steffé, Daniela Semec, Michela Furlan (attuale Sistiana Fleet Captain).

Iniziative promozionali

Coppa Pomodoro

La prima edizione è stata disputata nel 1996, per festeggiare la nomina a Commodoro della classe di Giorgio Brezich, e per tale motivo era stata soprannominata in modo scherzoso Coppa Pommodoro (o Pomodoro). E’ una regata dove prevale il Serious Fun.

Sergio Irredendo (nominato Commodoro Peones) inventò una semplice formula: fare una regata lunga dal porto di Trieste a Muggia, lasciando le dighe foranee a sinistra, ormeggiare gli Snipe di fronte al Circolo della Vela Muggia; pranzare al club a Muggia – molto importante! – fare qualche regatina breve di fronte al club, tornare a Trieste; premiazione e cena alla STV.

Clinics, Lectures and Open Day

Mezzi di comunicazione

Mailing list e gruppo whatsapp XIII Zona

Social events

Una caratteristica della flotta è il forte spirito di aggregazione, atteggiamento che prosegue anche fuori dai campi di regata. Oltre alla tradizionale cena di fine d’anno, vengono organizzati momenti d’incontro sia di carattere formativo, come i recenti seminari tenuti da Pietro Fantoni, sia di carattere più ludico, come ad esempio il ritrovarsi tutti assieme per una sciata in montagna.

Juniores

In passato la STV aveva una barca di sua proprietà che è stata utilizzata da equipaggio juniores Per due stagioni abbiamo avuto la disponibilità della barca della classe noleggiata dalla DB Marine. Da più di 10 anni Pietro Fantoni, Fabio Rochelli e altri membri hanno sempre supportato gli junior prestando loro la barca, organizzando allenamenti e trasferte.

Flotta

Nel 2019 17 barche, 39 seniores e 4 juniores

Assieme alla flotta Monfalcone, Sistiana fa parte della XIII Zona FIV con delegato zonale Marinella Gorgatto. Tutte le attività della flotta, sia quelle sportive che sociali sono condivise con la vicina flotta Monfalcone con la quale c’è un rapporto di massima collaborazione.

Programmi per il futuro

  • Far conoscere lo snipe attraverso attività di promozione come l’open day
  • Strutturare degli allenamenti condivisi di preparazione alle prime regate
  • Promuovere lo snipe ai giovani, in particolare ai ragazzi che finite le scuole lasciano l’attività agonistica giovanile
  • Portare gli juniores ad eventi importanti preparandoli con dei clinic ad hoc.

di Daniela Semec, Michela Furlan, Pietro Fantoni

Foto: archivi di Giorgio Brezich, STV, YCA, Sergio Michel (La Vita dello Snipe in Italia), Snipe Bulletin, La Brazzera, Matias Capizzano, Andrea Carloni, Michele Postinghel, snipe.it, snipetoday.org).

Si ringrazia John Rose e Jerelyn Biehl.

Flotta Aternum

di Peppe D’Orazio

Prologo

Non ho le conoscenze ed il carisma che aveva Sergio Michel, autore nel 2004 de “La vita dello Snipe in Italia”, il libro che ha iniziato a farmi conoscere l’anima che c’è dietro le regate della barca che uso da 13 anni. Ma in questi giorni di vita sospesa causa Covid, tra le mura di casa ed i pochi impegni da sbrigare, ho tempo libero, cosicchè sedermi davanti al computer, abbandonare subito le pagine web che di default compaiono e cominciare a scrivere è divenuto un automatismo ed un piacere precedentemente non conosciuto.

Ora che la prima generazione di velisti della mia zona è quasi tutta scomparsa, ho cercato di raccogliere e scrivere i ricordi ancora disponibili per evitare che la storia dello Snipe in Abruzzo si perdesse definitivamente. D’altronde la mia età mi fa essere la cerniera tra due successive generazioni ed ancora mi consente di essere obiettivo e, spero,  non noioso, nel raccontare un’epopea che non ho vissuto, avendo allora circa 10 anni e nessun rapporto ancora con la vela.

Ringrazio perciò chi mi ha aiutato facendomi conoscere avvenimenti a cui non ero presente e cioè Luca Nicolaj, Pigi Ciammaichella, Giovanni De Carolis, Giovanni Muzii, coetaneo dei nostri regatanti del secolo scorso, ma unico velista non Snipista e perciò memoria imparziale di quell’epoca, Marina Puccinelli e Valentina Villanucci.

Un ringraziamento particolare a Daniela Semec, segretario nazionale della classe Snipe per la ricerca dell’ atto costitutivo della flotta e per l’ aiuto sempre prestato e gradito

Ringrazio chi mi ha preceduto nella gestione della Flotta dalla sua ricostituzione: Pigi Ciammaichella, Gianfranco Piselli, Pino Borghese e chi avrà la pazienza di leggere fino alla fine.

La flotta Aternum

Negli anni a cavallo del 1964, anno in cui l’Unione delle Società Veliche Italiane (USVI), cambiò la sua denominazione in Federazione Italiana Vela (FIV),  l’Abruzzo era assai poco coinvolto  nelle vicende sportive veliche. Era in ritardo in tutto rispetto a tante altre regioni d’Italia, in quanto per secoli eravamo stati periferia del Regno Borbonico e terra di pastori, transumanti sui tratturi per trasferire le loro greggi in Puglia. In  campo velico, argomento storicamente meno importante, ma comunque oggetto di queste brevi note, non vi erano tradizioni ne’ sportive ne’ cantieristiche e neanche una storia da raccontare, a differenza delle regioni nostre confinanti, affacciate sul mare, quali Marche, Lazio e Campania. Il mare per noi era solo una risorsa alimentare sorretta  per lo più dalla piccola pesca, fatta con le paranze e le lampare, che costringeva quella parte della marineria locale, che era in grado di praticare anche la pesca atlantica, ad imbarchi disagevoli su mari lontani. In quegli anni iniziava anche l’uso turistico, diffuso e non elitario, della costa e di tutto ciò che vi era connesso.   

Per la vela guardavamo sempre alle Marche con cui per anni abbiamo costituito, in modo non paritario, una delle Zone più lunghe d’Italia: da Gabicce, in Romagna, a Vasto, al confine tra Abruzzo e Molise. 

Per regatare bisognava essere tesserati alla USVI ed ad un Circolo ad essa affiliato che fosse il più possibile vicino a casa, dato che gli spostamenti avvenivano allora in camion, treno ed eccezionalmente su carrelli stradali quasi sempre autocostruiti. Ma lo Snipe, anzi il Beccaccino, perchè allora lo chiamavano così, c’era già da noi da una decina di anni, pesante molto più dei 194 Kg regolamentari, di costruzione non raffinata, magari anche con qualche problema di stazza, dato che molti erano fatti in casa e a volte anche con un’interpretazione liberale dei disegni di Bill Crosby. 

Erano stati il Club Vela di Porto Civitanova, costituitosi nel 1952, e poi  quello di Giulianova nel 1961 ad accogliere come soci i primi Snipisti pescaresi: Alfredo Puccinelli e Rodolfo Villanucci, Luca Nicolaj ed Enzo Tintorelli; li metto in quest’ordine in quanto Alfredo, esule dàlmata riparato a Pescara, aveva conosciuto da bambino la nostra barca ed il nostro sport a Zara nell’intervallo tra le due grandi guerre ed a sua volta  lo aveva fatto conoscere in Abruzzo. Il primo Snipe di Alfredo e Rodolfo  era “Furietto”, ovviamente in legno, e Aternum- nome del primo insediamento nel I^ secolo a.C. della nostra città sulle fiume allora omonimo-, il nome della loro Flotta. A questo si aggiunsero “Mizar” di Nicolaj e Tintorelli, “Giulia” di Angelo Pierangeli e Claudio Franceschelli, “Guapa” di Sergio Franci, “Tequila” di Rino Libertini. “Furietto” in seguito passò a  Fausto Barcaroli.  

La Flotta ormai costituita con 4 o 5 barche, venne registrata alla SCIRA nel 1961 e partecipò, pur se condizionata da difficoltà logistiche e sicuramente economiche, data la onerosità delle trasferte, a regate nelle Marche e nella Romagna, sembra anche con qualche risultato lusinghiero. I primi due equipaggi sopra nominati, gli unici che mostravano interesse a farsi strada in campo nazionale, comunicavano via via alla segreteria di classe le classifiche delle regate zonali e grazie ad esse si guadagnarono la selezione al Campionato Italiano di Piombino. La foto allegata mostra Puccinelli e Villanucci (numero velico 11327) alla prima boa di bolina davanti a Vittorio Porta e Dodo Gorla. La regata non era poi finita come quella foto aveva fatto sperare.

Tratto dal registro storico SCIRA

Un’altra testimonianza di una loro frequentazione assidua dei campi di regata sta anche nell’incarico che mi dette Alfredo, in occasione della  prima nazionale alla quale partecipai con mia moglie a Rimini nel 2009,  di portare i suoi saluti, ricambiati, a Giancarlo De Carolis, Franco Lodoli ed a  Giorgio Brezich, da lui conosciuti in quegli anni pionieristici. 

Furono sempre le due barche a partecipare anche ad altri Campionati Italiani o a Regate Nazionali a Santa Margherita, Rapallo, Genova, Trieste, Chioggia, Monfalcone, sui laghi di Como, di Garda, di Lugano, Maggiore ed ogni volta erano più di mille chilometri……. senza autostrade. In confronto regatare a Rimini e Riccione era quasi stare a casa.

Nel 1965 qualcuno, Nicolaj e Tintorelli, senza ambizioni di classifica, ma con il miraggio di una barca nuova e più accessibile di quelle di D’Isiot (Il DBR1 dell’epoca), arrivò finanche a Malaga per una regata, trainando un improbabile carrello, sostituto del treno o del camion, con sopra caricato uno Snipe avuto in regalo: un catorcio destinato al sacrificio. Passarono  senza difficoltà due frontiere, accorti a far risultare per iscritto il trasporto della barca. A Barcellona, nel cantiere Roga, sostituirono la barca sacrificale con uno Snipe fiammante. Parteciparono alla regata di Malaga senza successo, come era previsto, e con qualche danno. Dopo una nuova sosta in cantiere per una riparazione e con la complicità del foglio della classifica passarono nuovamente senza problemi la dogana, anche perchè i finanzieri spagnoli erano intenti solo a cercare nella barca eventuali bottiglie di Fundador, la classica merce di contrabbando per gli italiani che rientravano dalla Spagna. 

La presenza di una Flotta di derive regolarmente costituita ed iscritta alla SCIRA, la nostra Flotta Aternum, e l’arrivo delle prime barche da crociera sul Porto Canale del fiume Pescara, crearono un polo di interesse in una zona centralissima di Pescara, sul lungofiume, ai piedi del Palazzo Comunale ed immediatamente visibile dall’allora unico ponte che  congiungeva le due parti della città. Complice il miracolo economico di quegli anni (Pescara era stata rasa al suolo dalla guerra e la ricostruzione fu il volano per l’edilizia e le attività ad essa legate) si creò così un inatteso interesse per la nautica e nacque il progetto per la costituzione di un sodalizio sportivo che raccogliesse i velisti ed i primi appassionati di motonautica. 

Nel 1961 per iniziativa di Alfredo Puccinelli, Rodolfo Villanucci, Bernardo Dolci e mano a mano di altri appassionati fu costituito il Club Nautico di Pescara, che nel 1962 ottenne la affiliazione alla FIV e raccolse gli Snipisti locali, fino ad allora tesserati altrove. La prima sede del Club   sul lungofiume nord del Pescara fu una serra da fiori trasferita dalla villa del Marchese Farina, primo Presidente, e l’attività Snipe fu all’inizio il motore del Club Nautico, che poi visse di vita propria, mentre la Flotta esaurì le sue energie intorno al 1964, sostituita nelle derive dalle Classi più vicine al nuovo corso della Federazione Italiana Vela e sovrastata poi dal preponderante sviluppo delle Classi IOR. 

Probabilmente l’ultima regata Snipe in Abruzzo fu ad Ortona nel 1967, come ricorda Giovanni De Carolis che vi partecipò, emozionatissimo perchè fuori regola dati i suoi 12 anni, insieme al padre ed avendo come antagonista tra gli altri Eleno Baruffaldi, uno dei primi a produrre in Italia  Snipe di vetroresina.

Nei pochi, bellissimi anni di attività velica del Circolo Nautico di Silvi, intorno agli anni ‘80 partecipavano alle regate multiclasse, disputate con i numeri di Portsmouth, anche trenta barche tra cui due asmatici Beccaccini interamente in legno, forse quelli di un tempo, con al timone Tonino De Carolis e Sabatino Spezzaferro.

Allora nemmeno “ce li filavamo”, ma  nel 2004 Roger Olivieri, Pescarese di nascita e di iniziazione velica, portò a Pescara e presentò il suo nuovo Snipe e nel 2005 la famiglia Ciammaichella, Franco Di Gregorio, Pio Lizza, Marco D’ Ambrosio, Guido Ciuffo, Andrea Tisselli e Mario Di Pilla “un gruppo di malati di vela di una certa indicibile età con gli obiettivi di non perdersi nei labirinti delle classi circensi e giovanili di questi tempi, e di non perdersi alla vela agonistica praticata in deriva” ricostituirono la Flotta, mantenendone lo stesso nome in segno di continuità ed affetto. Purtroppo non fu possibile riavere lo stesso numero identificativo attribuito da SCIRA alla sua prima costituzione, ma siamo eredi del nome, della Sua Storia, della vicinanza fisica dei pochi Snipisti della prima ora e del  ricordo dei Suoi Soci Fondatori, più numerosi.

Non abbiamo dalla nostra la storia militante e la numerosità di tante altre flotte, non abbiamo un Palmares significativo, ma nondimeno ci sentiamo parte di quella famiglia che ho scoperto essere la Classe Snipe, che due anni  a Caldonazzo fa definii la mia “famiglia allargata”, sentendo il dovere di festeggiare con voi la nascita del mio primo nipote. Siamo noi tutti  una prima generazione di Snipisti, a differenza di tanti rigogliosi alberi   genealogici, ma con la voglia di crescere e di passare il testimone ai più giovani. Ma ahimè l’ultimo entrato ha 76 anni e non riesco a convincerlo a fare il Master di Ledro 2021, ed io stesso sto saltando la generazione dei miei figli. 

Finora però, soprattutto per merito di chi mi ha preceduto alla guida della classe, c’è stata una costante attività a partire dal 2005; nel 2010 e’ stato organizzato dalla Lega Navale di Pescara Il Campionato Italiano Assoluto e Juniores, nel 2020 dal Circolo Velico La Scuffia il Campionato Italiano Assoluto. Poi regate nazionali nel 2006, nel 2008, e nel 2013 presso Lega Navale Italiana, ed ancora nel 2017 presso il Club Nautico Pescara, ultima sua regata prima del forzato scioglimento dopo 57 anni di attività appassionata, iniziata con una regata di Beccaccini e finita  con una regata Snipe. Nella nostra IX^ zona è stato sempre disputato il campionato zonale, ininterrottamente, dal 2006.

La Flotta è cresciuta e si è mantenuta con numeri stabili e con passione crescente fino a diventare, già nel 2019, una realtà numericamente consistente per la nostra zona; il numero di iscritti  alle regate è ormai pari  anche alle classi Laser, alla classe Optimist ed alle classi HobieCat, Dragoon, Feva. Spiace dirlo, ma i nostri (pochi) numeri restano stabili mentre scendono  invece quelli delle altre classi.

Lo Snipe è “una barca vecchia, pesante, che non plana, che non ha lo spi, non ha il trapezio, che è scomoda perché ha timone fisso e deriva a baionetta”, ma chi sostiene questo e vi si adegua poi non sa dove andarsi a riciclare, entrando nel ciclo dei rifiuti velici, i più difficili da smaltire. 

                                                                    Peppe D’Orazio

ZENA di Andrea Cabrini

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Mi chiamo Andrea Cabrini, ho 17 anni. Io e mio papà, Silvio, siamo soci al circolo vela di Cremona, e da anni siamo tra i membri che partecipano alle diverse regate (del circolo, zonali ed anche nazionali) principalmente nel ruolo di prodieri per i vari equipaggi cremonesi. Premetto che ho buone capacità pratiche e che non mi tiro mai indietro di fronte ad una sfida, ho sempre desiderato avere una barca tutta mia, sulla quale poter assumere finalmente il ruolo di timoniere; questo desiderio non è però mai stato esaudito per diverse ragioni una fra tante anche dal liceo che frequento e dal luogo dove vivo, Cremona, che spesso mi impediva di allenarmi abbastanza da poter svolgere un ruolo così impegnativo.

Quando sono venuto a sapere della presenza dello scafo di uno snipe abbandonato, depositato in un angolo nel circolo vela di Cremona, ho subito pensato che forse questa sarebbe stata una buona occasione per mettere alla prova le mie abilità manuali, e allo stesso tempo per sistemare una barca e metterla a disposizione del circolo vela di Cremona.

Il 20 Settembre del 2019 ho quindi disseppellito l’imbarcazione ormai coperta dai rottami di diverse barche irrimediabilmente danneggiate e mi sono messo all’opera. Ѐ bastato lavarla per rendermi conto che nonostante essa giacesse inutilizzata da ormai 20 anni, la sua carena era ancora in buone condizioni, e dopo averne testato la galleggiabilità, abbiamo appurato che non aveva troppi danni, e risultava nel complesso solida e tutto sommato integra.

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Dagli (immensi) archivi della famiglia Bensa.

di Antonio Bari

Qualche anno più tardi, desideroso di migliorare il suo primo prodotto, Carlo Bensa (papà di Bruno e nonno di Margherita) nel 1952 iniziò la costruzione di un nuovo snipe

Bensa soggiorno

Come si vede dalla foto, non propriamente in un cantiere… Forse questo fu l’inizio dei dissapori con la suocera🤔

Scafo

La costruzione comunque proseguì e una volta terminata si procedette al varo attraverso la porta finestra che si vede a prua…

Varo dal terrazzo

Ma il balcone era al secondo piano… per fortuna sotto c’era un prato. Bruno nacque pochi mesi dopo.

Poi però si è allargato… ma di questo parleremo in futuro😀