Trovò – Marchese / da Monfalcone con furore

Proseguiamo nella serie di interviste con i giovani che ci rappresenteranno a Melilla.

Ecco il duo della SVOC, una creazione dell’Ammiraglio Enrico Michel, che, con una generosità e una passione unica, li ha messi in pista in tutto e per tutto.

I ragazzi sono anche molto impegnati con Università importanti – crediamo che siano un ottimo spunto per altri giovani, che, non potendo affrontare il professionismo delle classi olimpiche, abbiano il desiderio di regatare ad alto livello.

Samuele Trovò e Giovanni Marchese, da Monfalcone

 

  1. Siete una delle nuove leve della classe. Avete regatato sempre nel pack di testa in tutte le prime regate della stagione.

Abbiamo iniziato a uscire in Snipe a Febbraio e siamo contenti di quanto fatto finora. Siamo riusciti a tenere testa ai migliori, togliendoci più di qualche soddisfazione, ma allo stesso tempo incappando in errori banali come squalifiche e partenze anticipate. Stiamo lavorando sodo per colmare la differenza che ci separa dai migliori.

2. Come vi siete avvicinati allo Snipe?

Tutto merito di Enrico Michel, che ci propose la sua barca con l’intento di preparare la stagione con il Mondiale Junior come obiettivo. Enrico, leggenda della classe Snipe, sta credendo tanto in noi e noi cerchiamo di dare il massimo per renderlo fiero.

3. Cosa state facendo come preparazione per Melilla?

Ci stiamo allenando molto, sia in mare che in palestra, per arrivare alla condizione ottimale al Mondiale. Comunque andrà, vorremmo esser contenti del percorso fatto e dare il massimo è l’unico modo. La trasferta è decisamente impegnativa.

4. Come la affronterete?

La affronteremo col sorriso e la determinazione di due ventenni che non hanno nulla da perdere. Partiremo con Enrico e sua moglie Daniela, con la nostra barca e quella delle due nostre compagne di squadra. Arriveremo fino a Malaga con due tappe in Spagna e da lì prenderemo il traghetto, offerto gentilmente dall’organizzazione, per arrivare a Melilla.

5. Visto che arrivate dai singoli, come avete gestito la suddivisione dei ruoli in un doppio?

Ci siamo confrontati con Enrico e abbiamo deciso i ruoli. Ci siamo dedicati molto all’inizio per trovare il prima possibile l’alchimia tra noi. Cerchiamo di confrontarci sempre sia in mare che a terra per capire cos’è andato bene e cosa no. Stiamo imparando a pensare come “noi” e non più come “io”.

6. State affrontando dei corsi di laurea impegnativi; parlateci di cosa state studiando. Come conciliate sport e studio? 

Siamo iscritti al secondo anno di Ingegneria Informatica e Economia presso l’Università degli Studi di Trieste. Ovviamente riuscire a conciliare sport e studio non è mai semplice, per riuscire a portare avanti entrambi bisogna inevitabilmente fare dei compromessi nella gestione del tempo. Siamo per fortuna riusciti a sostenere lo stesso gli esami della prima parte della sessione estiva per poi lasciare in sospeso gli altri per avere il tempo di prepararci al meglio per il mondiale.

7. Vi piace lo Snipe? Cosa apprezzate? Cosa direste a giovani come voi per avvicinarli?

Siamo rimasti entrambi stupiti dalla difficoltà e dalle caratteristiche uniche di questa barca. E’ stato un piacevole stimolo per noi metterci in gioco per provare a capire come portare la barca al meglio e trovare la giusta sintonia tra di noi come equipaggio. Vorremmo inoltre smentire le voci che attribuiscono allo Snipe l’appellativo “barca da veci” perchè oltre ad essere inequivocabilmente una barca fisica, la conduzione richiede costante concentrazione il che rende le regate ancora più difficili da interpretare. Per questi motivi invitiamo chi come noi ha smesso di frequentare derive che richiedono un impegno a tempo pieno, di valutare seriamente questa barca perchè può veramente regalare emozioni.

8. Avete programmi in Snipe per il dopo Melilla?

Dopo il mondiale di Melilla abbiamo in programma il Campionato Italiano Junior a Riccione per poi sicuramente tornare a dedicarci allo studio per recuperare gli esami lasciati in sospeso. Per quanto riguarda le prossime stagioni non ci abbiamo ancora pensato, faremo un bilancio a fine anno per programmare i nostri nuovi obbiettivi.

9. Che consigli dareste ai vecchi della classe per migliorare le cose e aprire maggiormente ?

Cosa c’è da cambiare? Noi siamo stati accolti dai veterani della classe nel migliore dei modi, l’atmosfera che si respira è di amicizia e tranquillità e bisogna impegnarsi perchè rimanga così allargando più possibile la cosiddetta “Snipe Family”. Una cosa che forse si potrebbe pensare di cambiare è il limite di 4 prove per 2 giorni di regata. Dal nostro punto di vista renderebbe le regate più entusiasmanti e aiuterebbe l’intera flotta ad arrivare più preparata ai campionati strutturati su più giorni con un numero elevato di prove.

10. Volete dirci qualcosa?

Per concludere vorremmo ringraziare il nostro mentore e allenatore Enrico Michel che oltre a metterci a disposizione la sua barca, ci ha seguiti fin dal primo giorno dando il massimo e passando molte ore in mare provando a trasmetterci anche un pizzico della sua esperienza e bravura. Inoltre ringraziamo la Società Velica Oscar Cosulich che ci supporta in questo progetto e la classe Snipe che ci ha accolto così calorosamente.

Fantastico ragazzi – nervi saldi e occhi sull’obiettivo!

La potenza non è niente senza controllo….

 

Vamos que vamos!

 

Poggia sempre quando si può!

 

Samuele Trovò & Giovanni Marchese

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