Bibi Juetz

Da Snipetoday.org:

Dopo una lunga battaglia , ieri è venuta a mancare la brasiliana Bibi Juetz, che molte volte ha regatato in Italia.

Bibi è stata un esempio per molti snipisti per il suo attaccamento alla classe Snipe. Ha fatto la sua prima regata su uno Snipe nel 1948, a Rio, ha vinto e da allora la classe Snipe è diventata la sua famiglia, come amava ripetere.

Bibi ha iniziato a navigare con suo padre all’età di 7 anni, e non ha mai smesso, partecipando attivamente a tutte le regate locali, nazionali e internazionali. È stata la campionessa del mondo Master nel 1998. Ha continuato a vincere i mondiali Grand Master nel 2000, 2002, 2004 e 2006. Ha gareggiato avidamente nei mondiali master fino al 2014 in Giappone.

Sempre fedele al motto della classe “serious sailing, serious fun”, ha ispirato diverse donne a regatare con gli Snipe ed è stata inserita nella Snipe Class Hall of Fame nel 2019.

Nel 2019 al Campionato Mondiale di Ilhabela, il Bibi Juetz Perpetual Trophy è stato assegnato all’equipaggio misto con il miglior piazzamento al Campionato del Mondo. Il trofeo è stato consegnato dalla flotta di Rio de Janeiro 159 in onore di Bibi.

Bibi aveva amici non solo in Brasile, ma in tutto il mondo.

A noi – la tua famiglia Snipe – mancherai, Bibi.

Alessandro Motta: il ricordo di Vittorio Bortolotti.

Dal Sito dell’ Associazione Velica Trentina:

Ciao Sandro,
ho appena saputo da Bube che te ne sei andato sereno nella notte… hai messo la prua verso il cielo, verso le stelle lasciando una scia celeste come il tuo amato beccaccino. Per noi che ti abbiamo conosciuto qui alla Velica, resterai un maestro di vita marinara, un po’ burbero ma con un gran cuore! Ricorderemo l’attenzione che mettevi nel preparare la barca, non solo per le regate importanti, ma anche per quelle dei nostri goliardici mercoledì.
Ricorderemo sicuramente i tuoi ingaggi, “le tue regole” che ti ostinavi ad insegnarci, per poi magari infrangerle, con la grinta del vincente.
Ricorderemo tanti piacevoli aneddoti ed anche accese discussioni, perchè Tu eri un personaggio… un mito per chi ti conosceva bene!
Buon vento Sandro… buon vento amico mio.


Vittorio Bortolotti, “il Despota”, ha voluto interpretare così il sentimento e il dolore dei soci e degli amici della Velica alla notizia della scomparsa, la scorsa notte, del “grande vecchio” Alessandro MOTTA, classe 1935, che ancora questa estate appena finita usciva in acqua con il suo Snipe celeste.
E noi, così vogliamo ricordarlo.

Babbo Armellini: il ricordo di Antonio Bari

BabboEra il 1976 quando misi piede alla Velica Trentina per frequentare un corso di vela.

Ad accogliermi, e a darmi tutte le istruzioni del caso, un signore che tutti chiamavano “Babbo”. Lì per lì mi parve strano che avesse tanti figli così diversi per età, ma a dire il vero ero interessato ad imparare ad andare in barca e quindi accantonai il problema.
Babbo Armellini è stato il mio primo istruttore di vela ed il primo a farmi salire sullo Snipe, dal quale non sono più sceso per oltre 40 anni.
Per oltre un quarto di secolo è stato il capitano e l’animatore della Flotta Punta Indiani che, sotto la sua guida, ha attraversato un vero periodo d’oro non solo a livello agonistico, con tre diversi equipaggi vincitori del titolo italiano, ma anche con l’organizzazione del Campionato Italiano a Caldonazzo e del Mondiale Juniores a Riva del Garda.
Babbo non era solo istruttore e organizzatore, era anche un assiduo regatante e non mancava mai alle più importanti regate, sia in zona che in campo nazionale. Aveva iniziato sul Garda, a Riva, quando gli Snipe tra la fine degli anni 40 e gli anni sessanta spopolavano e l’Intervela era la manifestazione clou della stagione gardesana. Dal Kismet (10388), all’Assai (costruito da Bensa e Zanoni), dall’11729 costruito in mogano da Foletti al Punta Bianca di D’Isiot, fino al Babbo (22769), il suo ultimo Snipe che nel 1980 già aveva uno dei primissimi Sidewinder che da noi sarebbero diventati popolari solo parecchi anni dopo, Luigi, questo il suo vero nome che molti ignoravano, ha attraversato i decenni che hanno rivoluzionato la nostra piccola barca senza mai segnare il passo o perdersi una novità tecnica, tanto da essere nominato socio onorario della Classe Snipe italiana.
Sul Garda era poi tornato, una volta “appeso al chiodo” il suo amato Snipe, e aveva continuato a regatare con un piccolo Surprise nelle innumerevoli manifestazioni dell’alto lago.

Babbo ci ha lasciati alla fine di luglio, all’età di 96 anni. Non aveva figli, ma è stato il papà di intere generazioni di velisti.

Nella  foto  (“rubata” alla pagina Facebook di Zua) il “Babbo” (qui con a prua Franco Primon) nei primissimi anni 80. Si notino le sartie lasche, la mancanza del tangone automatico e il doppio archetto con il paranco della scotta randa. Tutte cose che saranno sostituite progressivamente verso la metà del decennio.

Ezio Braga

bragada Antonio Bari

Un male incurabile si è portato via pochi giorni fa a 61 anni Ezio Braga, forte regatante sulla Snipe con il fido Stefano Parodi a cavallo tra gli anni ’90 e 2000,  e successivamente sul Dinghy.

Spirito tipicamente lombardo, Ezio è stato segretario della classe nella seconda metà degli anni 90, caratterizzando il suo mandato con forti iniziative a favore dell’attività, soprattutto al livello più alto. Ricordiamo infatti il sostegno dato dalla classe ai nostri rappresentanti ai campionati mondiali, la stesura di un “decalogo” da sottoporre ai circoli intenzionati ad organizzate le regate nazionali con tutte le richieste della classe e, soprattutto, l’eredità che ancora oggi caratterizza l’attività nazionale, la Ranking List perpetua.

Il funerale si svolgerà domani, giovedì 6 giugno, alle ore 15.15 alla Parrocchia di San Giovanni a Busto Arsizio.

A tutta la famiglia le più sentite condoglianze.

Ezio

In ricordo di Gianfranco Bragantini

allenamento-su-ambra2-a-brenzone.jpgHa raggiunto suo fratello Alberto e ora navigano nuovamente assieme. Ci ha lasciato in questi giorni Gianfranco detto “ciccio” (per la sua figura longilinea) ovvero il prodiere dell’equipaggio Bragantini del lago di Garda. Era un equipaggio leggero che conosceva tutte le brezze del lago e non solo. Sempre favoriti con arie leggere, erano comunque competitivi in tutte le condizioni. Faceva parte della “vecchia” guardia e a bordo di “Ambra” aveva combattuto con Renato Bruni, Giorgio Brezich, Giuliano Demattè, Giorgio Longo, Sergio Morin e molti altri. Tra i trascinatori della numerosa flotta Verona Ovest degli anni 70 e 80, nel 1983 aveva conquistato il campionato italiano Master in una delle sue prime edizioni.  Con lui perdiamo un altro pezzo di storia dello snipe ed un grande amico sempre disponibile e di grande compagnia. Un abbraccio alla moglie ed al nipote Davide, che ci ha inviato le foto allegate, che era stato da loro instradato alla vela e allo snipe.

Qua il link riguardante il fratello Roberto Bragantini

1)      Da sinistra: Alberto Bragantini, Ettore Lipari, Gianfranco Bragantini

2)      Gianfranco Bragantini con la pronipote Carola: grandi insegnamenti alle nuove leve

La scomparsa di Antonio Arrighi del Circolo Canottieri Solvay

antonio.jpgPubblichiamo integralmente il messaggio con la notizia ed il ricordo di Antonio Arrighi che  Andrea Leonardi ha inviato alla Segreteria di Classe: “Buonasera Francesco,
costringo gli amici della classe e te, di nuovo quest’anno, ad apprendere una brutta notizia.
Ieri è scomparso l’amico Antonio Arrighi, tesserato presso il Circolo Canottieri Solvay nel quale ha ricoperto per molti anni incarichi di consigliere, ed appassionato regatante della classe snipe, fino a quando ha potuto, in compagnia del timoniere storico Rossi o della moglia Silvana. Mi permetto una nota perché Antonio Continua a leggere “La scomparsa di Antonio Arrighi del Circolo Canottieri Solvay”

In ricordo di Birger Jansen

Da Alberto Perdisa:

download“Vidi per la prima volta Birger Jansen a Bracciano nel luglio 2004, in occasione di una un splendida e affollata edizione del campionato mondiale Master. Sguardo duro, da vero vichingo, difficile non esserne intimoriti e affascinati, Avvolto da una nuvola nera di gasolio incombusto, Birger arrivò a bordo della sua vecchia Volvo piena di ruggine portando sul tetto, mai vista una cosa simile, il suo Snipe compreso l’albero che sporgeva di parecchi metri oltre la sagoma dell’auto. Niente aria condizionata sostituita da un bel ventilatore anni settanta, da scrivania, Continua a leggere “In ricordo di Birger Jansen”