
Malcesine, estate 1977, la mia prima regata con lo snipe e il mio primo incontro con Giorgio. Dove ho imparato che, a quel tempo, si regatava solo per il terzo posto. I primi due erano assegnati già in partenza. E lui era uno dei due.
Trieste, maggio 2019, l’ultima volta che ci siamo incontrati. Mi avevano chiamato per certificare un nuovo snipe in Giappone, e avevo chiesto a Giorgio di assistere ad una sua stazza completa di un DBMarine per rinfrescare un po’ tutte le procedure e non rischiare di dimenticare qualcosa.
Sono stati 42 anni di battaglie sui campi di regata e di intensa e proficua collaborazione sul lato tecnico. Sempre per e con la classe snipe.

In tanti anni non ricordo che abbia presentato o subito una sola protesta, la sua correttezza era proverbiale e mai l’ho visto forzare un incrocio o una manovra o rischiare un ingaggio in boa.
E, in tanti anni, mai l’ho visto o sentito lamentarsi del risultato di una regata. Quasi mai, a dire il vero. Memorabile fu quella volta in cui non si presentò, e ne aveva ben ragione, alla premiazione del Campionato italiano del 1984 a Caldonazzo, quando la vittoria gli fu letteralmente rubata a 100 metri dall’arrivo dell’ultima prova da una incomprensibile decisione del CdR che annullò la regata.
Aveva un modo molto particolare di “portare” la barca, con il timone sempre in movimento, ma la sua capacità di regolare la barca in modo perfetto lo rendeva molto efficace in ogni condizione.
Ho anche avuto la fortuna di fargli da prodiere in un Campionato europeo, a Porto nel 1990. Una regata terminata in modo mediocre per il suo livello, ma nella quale, da grande velista, aveva capito che io ero migliore come “tecnico” che come regatante.
E infatti, qualche anno dopo, alla vigilia della sua nomina a Commodoro, mi chiese di affiancarlo nella revisione delle regole di stazza della classe (le famose General Restrictions) che nel corso dei decenni, a forza di aggiunte e modifiche, si erano stratificate in modo confuso ed erano poco lineari. Fu un lavoro così ben fatto che quella versione, sia pure con aggiornamenti successivi, rimase in vigore per 20 anni, fino all’adozione delle Class Rules.

Uno zampino lo mise anche in questo regolamento, in quanto mi lasciò una prima bozza che negli anni successivi, in quanto suo successore come Chairman del Rules Committee, sviluppai fino alla versione attualmente in vigore.
Per dare un’idea della sua correttezza e amore per lo snipe, ricordo che al Campionato europeo di Anzio, per una serie incredibile di combinazioni, né la Federazione né gli organizzatori avevano provveduto a nominare gli stazzatori. Per salvare la manifestazione, lui che era concorrente, chiese a tutti i partecipanti il permesso di organizzare i controlli. Nessuno ovviamente si oppose e così, aiutato dagli stazzatori presenti, la maggior parte di loro concorrenti, riuscì a portare a termine tutte le operazioni senza alcuna contestazione.
Giorgio è stato, e rimarrà sempre, un simbolo per la vela e lo snipe in Italia e nel mondo. Tra tutti coloro che sono nella Hall of Fame della classe è una delle personalità che maggiormente ne dà lustro.
Antonio Bari
SCIRA Technical Committee Chairman