Giorgio Brezich e la Classe Snipe di Pietro Fantoni

Un ricordo personale

di Pietro Fantoni

E’ difficile per me scrivere di Giorgio Brezich evitando retorica e sentimentalismi che sicuramente non erano nelle sue corde e non avrebbe gradito.

Nello Snipe e nella vela è stato un maestro per molti. La sua carriera velica e di dirigente ha attraversato molte generazioni, dalla fine degli anni 40 a pochi anni fa, quando si è ritirato a vita privata. A tutti ha lasciato un bel ricordo nel mondo dello sport.

Per me è stato, l’ho detto e ripetuto più volte, un mentore, insegnandomi tante cose e dispensandomi consigli sia come velista, sia successivamente quando sono entrato nel Board della Classe internazionale.

Giorgio era una persona diretta, corretta e di estremo rigore. Era un appassionato che amava la nostra Classe, il suo circolo, la Triestina della Vela, e il Golfo di Trieste.

In regata è sempre stato estremamente competitivo. Mi ricordo che, anche nelle regate zonali, le lotte erano acerrime, ma estremamente corrette. Più di una volta, a terra, le sue analisi erano illuminanti: ti spiegava quelle che erano state le mie mosse e le sue contromosse, analizzava perché lui, in quel determinato momento, aveva guadagnato ed io avevo perso. Ci addentravamo in belle discussioni sulla regata appena terminata. E si complimentava sinceramente se io e Marinella avevamo passato lui e Lucio in poppa, grazie alla nostra velocità (in fondo, per così dire, si era trattato di un sorpasso in “famiglia”).

Era inoltre un’enciclopedia sull’evoluzione dello Snipe ed era in grado di dare una spiegazione logica sugli effetti di una regolazione o una centratura particolare. Tutti infatti sono bravi ad imparare a memoria i numeri di una tuning guide di una veleria, ma pochi, ad esempio, sanno spiegare nei dettagli la connessione tra lunghezza delle crocette e posizionamento delle lande con la tensione e gli effetti che si verificano sulla flessione laterale dell’albero.

Giorgio per me non è stato solo questo. Svelando situazioni più personali, è stato Giorgio, con poche frasi pacate, a chiarirmi le mie idee un bel po’ confuse, a confortarmi e a darmi pratici consigli, alla vigilia della partenza per il Mondiale del Giappone, con mia mamma che si era appena ammalata e onestamente non sapevo cosa fare.

Quando si trattava di prendere scelte Giorgio era risoluto e difficilmente cambiava idea. In un’occasione sono riuscito ad impormi. Fu probabilmente una ventina di anni fa, un venerdì notte. Io e Jacopo, con Stefano e Alberto stavamo andando a Rimini per una Nazionale, con il furgone del CDVM e con le nostre due barche sul carrello, quando improvvisamente vedemmo l’auto di Giorgio ferma nella corsia di emergenza con entrambe le ruote del carrello bucate. Mi ricordo che chiamammo il carro attrezzi che caricò il carrello con la barca di Giorgio. Ci trovammo alla prima uscita dell’autostrada per obbligare Giorgio con molta insistenza a caricare la sua barca sul tetto del furgone. Lui era irremovibile, perché voleva lasciare il carrello con barca in officina e il giorno dopo rientrare con il suo prodiere Lucio a Trieste, saltando la regata. Mi ricordo chiaramente che facemmo affiancare il carro attrezzi al furgone e poi, con fatica immane, spostammo la barca sul tetto del furgone, che era piuttosto alto, senza ausilio di alcuna gru. Giorgio era scettico, ma alla fine ci riuscimmo e arrivammo tutti a Rimini alle 4 di mattina. Il giorno successivo, dopo aver dormito poche ore, regatammo tutti regolarmente. Alla fine ci ringraziò per non averlo ascoltato e aver agito di nostra iniziativa.

Quando sono entrato nel Board of Governors mi sono sempre confrontato con lui per ogni decisione importante che doveva essere presa; in seguito, anche quando è uscito dal Board, comunque voleva sempre essere al corrente di quanto accadeva all’interno della Classe internazionale.

Da stazzatore e Chair del Rules Committee è stato sempre rigoroso nell’applicazione delle regole e per questo motivo ha avuto molti estimatori e qualche detrattore che avrebbe voluto “piegare le regole” e regatare, anche se non eleggibile. Infaticabile portatore, ben più degli anglosassoni, del principio “rules are rules”, sapendo che consentire un’eccezione, avrebbe aperto la porta a un pericoloso precedente.

Ogni volta che mi sono recato all’estero per regatare, ovunque c’era qualcuno che mi chiedeva notizie di Giorgio e mi chiedeva di portargli i suoi saluti. Per la nostra zona il centro di tutto è il Golfo di Trieste, ma i suoi amici più stretti devono sapere che era conosciuto e molto apprezzato non solo a Trieste e in Italia, ma anche nei paesi più lontani, per il lavoro svolto nella Classe come Chair del Rules Committee e come Commodoro. La sua fama valicava i confini e pertanto “il Figlio della Sacchetta”, come è stato giustamente definito, è diventato il Commodoro, universalmente conosciuto ed apprezzato.

Interessante sottolineare che, sebbene fosse snipista dal 1946, cioè da quando aveva 6 anni, Giorgio è sempre stato aperto alle innovazioni e ai cambiamenti. Ha proposto molte modifiche che poi hanno ammodernato la nostra barca e lui stesso chiedeva di testare soluzioni nuove che in qualche caso non sono state approvate dal Board, a mio parere sbagliando, come ad esempio nel caso della stecca alta full batten, sperimentata e poi abbandonata per l’opposizione di una nazione e dei suoi velai.

Giorgio era inoltre una fonte inesauribile di foto, storie e aneddoti della Classe. Aveva un vastissimo archivio di immagini, ritagli di giornale e altri ricordi, che in parte aveva scannerizzato e che poi abbiamo pubblicato, su sua iniziativa, in vari articoli su SnipeToday.

Giorgio conosceva il Golfo di Trieste più di chiunque altro. Come detto, la sua attività agonistica ha attraversato decenni. E’ stato competitivo per più di 50 anni, vincendo numerosissimi trofei e titoli  (Italian Nationals 1967, 1970, 1973, 1974, 1976, 1978, 1979, 1981, 2000; Junior Nationals 1957, 1959, 1960; South Europeans 1972; Mediterranean Championship 1973; Master Nationals 1994, 1995, 1996, 1997, 1999, 2000, 2001, 2003, Coppa Duca di Genova 1987-88, 1989-90, 1993, 2000). Il suo nome è inciso più volte sulla base dei trofei più importanti della nostra zona e non solo. Grazie a lui, alzando il livello della competizione e favorendo anche la partecipazione, le flotte del Golfo di  Trieste (nel quale includo anche Monfalcone e Muggia) sono state le più competitive e vincenti in Italia, formando una vera scuola di velisti. E’ stato tra gli organizzatori o promotori, presso la sua Triestina della Vela, di cui è stato anche Presidente, dell’European Championship nel 1982, del Women’s Worlds nel 2000, del Junior European Championship nel 2004, del World Masters nel 2009, e del South European Championship nel 2018, oltre che di numerosi Campionati Italiani assoluti, juniores e master.

Grazie a lui, e non credo proprio di poter essere smentito, l’epicentro dello Snipe in Italia è stato questo angolo di Adriatico.

Quando smise di andare in Snipe, sul quale è stato competitivo fino all’ultima regata alla quale ha partecipato, Giorgio costruì uno splendido Dragone in legno, col quale dalla primavera all’autunno, usciva quasi ogni giorno, la mattina presto, con il borino. Qualche volta mi capitava di incrociarlo e lui immancabilmente ci veniva incontro, per salutare me e Marinella, mentre ci stavamo allenando, esibendo il SUO numero velico 15790 del SUO Barbanera IV.

Ci mancherà!

Pietro Fantoni

SCIRA Past Commodore

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