In ricordo di Birger Jansen

Da Alberto Perdisa:

download“Vidi per la prima volta Birger Jansen a Bracciano nel luglio 2004, in occasione di una un splendida e affollata edizione del campionato mondiale Master. Sguardo duro, da vero vichingo, difficile non esserne intimoriti e affascinati, Avvolto da una nuvola nera di gasolio incombusto, Birger arrivò a bordo della sua vecchia Volvo piena di ruggine portando sul tetto, mai vista una cosa simile, il suo Snipe compreso l’albero che sporgeva di parecchi metri oltre la sagoma dell’auto. Niente aria condizionata sostituita da un bel ventilatore anni settanta, da scrivania, fissato alla meglio sul cruscotto e collegato alla batteria.
Con lui la giovane e bella moglie di allora, mi risulta ne abbia cambiate molte, che nonostante fosse al settimo mese di gravidanza e con un enorme pancione volle in regata con sé. Rimasi colpito dal personaggio, decisamente sorprendente e originale.
Ricordo una prova di quel Mondiale in cui si abbattè sul lago un vento ad oltre 40 nodi e scuffiarono in molti. La giovane vichinga, con il suo pancione, attese in acqua l’arrivo dei gommoni di soccorso senza fare una piega.
Campione europeo assoluto nelle acque di casa nel 2000, campione mondiale Master nella sua categoria nel 2010 e grande promotore dello Snipe, Birger regatava spesso negli Stati Uniti e in tutte le parti del mondo.
Bisogna anche ricordare che nella sua Norvegia era un vero e proprio eroe nazionale per aver fatto parte della squadra di Hockey su ghiaccio vincitrice delle olimpiadi di Sapporo nel 1972.
Un vero campione, un grande sportivo e un grande amico del Beccaccino ci ha lasciati.
Ciao Birger.