ECCO PERCHE’ TORNO A FARE IL MONDIALE…

L’articolo di Sarah Barbarossa:

foto 1.JPG“Eccomi di nuovo qui, a distanza di anni, a riprendere in mano uno snipe, che tanta soddisfazione mi ha dato in passato, passato che consideravo ormai concluso…e invece, si riapre il sipario! Si perché non mi posso lasciare sfuggire questa occasione: il Mondiale Femminile in Italia! Sono passati 16 anni dall’ultima volta in cui un evento del genere è stato organizzato qui da noi, e chissà quando verrà riproposto nuovamente! Sono andata fino in Uruguay per farlo, poi in Spagna, e ogni volta eravamo sempre le uniche italiane in terra straniera, questa volta giochiamo in casa! Abbiamo l’occasione di poter regatare nel nostro paese, avere vicino i nostri amici, ritrovarci in un ambiente familiare a noi favorevole, che ci sostiene, approfittiamo dell’occasione!Non che ci sia mancato il sostegno da parte di tutti gli amici snipisti e parenti quando eravamo lontane, ricordo che in Uruguay parlavo con mio marito (divenuto tale solo poche settimane prima) via Skype, ci scrivevamo mail con i nostri genitori che ci incitavano a non foto 2.JPGmollare fino alla fine. Del resto non posso neanche lamentarmi dell’organizzazione che abbiamo trovato in loco. In Uruguay il circolo di Punta del Este era splendido e l’accoglienza che ci hanno riservato molto calorosa, ma ci siamo ritrovate in pieno inverno a regatare con 35° all’ombra, con il sole cocente che ci faceva fumare la testa durante le 7-8 ore di mare e di notte ci faceva svegliare con una sete tremenda e la gola secca. Beh almeno la variabile climatica questa volta non ci tange!

Ho fatto tanti Mondiali su classe Olimpica e devo dire che la differenza rispetto ai Mondiali Snipe l’ho notata soprattutto a terra: l’accoglienza, il sentirsi parte di una famiglia, l’aiutarsi reciprocamente e aiutare delle atlete straniere sia a sistemarsi in termini di location sia a sistemarsi la barca a noleggio, ecco, tutto questo mi aveva colpito molto, abituata invece ai Mondiali Europa dove si teneva sempre un certo distacco a terra, di certo non ci si aiutava e anzi ci si guardava in cagnesco. Questo a terra, ma in mare nooo!Anche sullo snipe tutte agguerrite, allineate sulla linea di partenza, ho visto equipaggi competitivi e aggressivi, gente che ha partecipato e vinto Olimpiadi (vedi la Tunnicliffe che in Spagna nel 2008 era arrivata direttamente dalla Cina con furore con la sua medaglia d’oro al collo o la cilena che regatava con sua figlia a prua e che aveva partecipato alle Olimpiadi del 1992 con l’Europa, solo per fare alcuni esempi…).

Ecco perché parteciperò di nuovo ai Mondiali Snipe, perché non voglio che venga perso tutto questo, perché voglio un domani portare anch’io una delle mie figlie a fare un Mondiale (e magari mi caccerà a prua, sempre che non voglia fare danza…), perché voglio almeno provare a migliorare i due quarti fatti nelle precedenti edizioni, perché l’importante non è partecipare, ma dare il massimo, sia in regata che a terra, nell’organizzazione del Campionato.

Questa è un’occasione per sviluppare la classe, lasciarcela sfuggire sarebbe una sconfitta per tutti, per la classe internazionale, per la classe italiana, per la zona laziale, per gli armatori maschi e soprattutto per le donne snipiste e ne abbiamo tante in Italia ma…mollate il maschietto che regata di solito con voi e unitevi!!!”