Campioni italiani 2012: Enrico Michel – Stefano Longhi

Ecco il commento del Segretario Andrea Piazza:
Enrico Michel, questa volta con a prua Stefano Longhi, vince il suo 9° titolo italiano della classe Snipe. Una vittoria raggiunta meritatamente l’ultimo giorno di regate, quando sono state disputate ben tre prove.
Pochi avrebbero scommesso nel vedere 39 equipaggi iscritti a regatare in un luogo notoriamente ventoso e invece, assieme agli equipaggi migliori, tra i quali spiccano il brasiliano Tinoco (Campione del Mondo in carica) e lo statunitense Diaz (ex Campione del Mondo Assoluto e Master, nonché Rolex Yacht Man of the Year), ci ritroviamo con una notevole partecipazione, con tanti equipaggi arrivati da quasi tutte le Zone italiane nelle quali è presente la nostra beccaccia. La preparazione dell’evento più importatante della stagione parte in pieno inverno quando inizio le trattative col Presidente del circolo, Carlo Pompili, per la definizione della quota di iscrizione: ad Arco, per un evento quale il nostro Campitaliano, usualmente è attorno ai 150,00€. Alla fine troviamo un accordo: iscrizione a 80,00€ e possibilità per gli equipaggi di lasciare la barca gratuitamente presso circolo dal 17 agosto, e per chi volesse lasciarla prima, possibilità di farlo al simbolico costo di 2,00€ al giorno.
Il circolo è spartano, ma l’essenziale c’è tutto. Oltre ad una casetta in legno tipo OBI, dove si svolgono solitamente le lezioni teoriche di vela e si riunisce la giuria, i servizi, la cucina e la segreteria sono costituiti da volumi-container arredati.
Il tutto sembra un po’ provvisorio, come il tendone dal sapore di protezione civile/festa dell’Unità, che con panche e tavole costituisce la sala da pranzo, ma funziona, e come avremo modo di provare, funziona bene anche con condimeteo avverse.
Con un po’ di lavoro diplomantico con la FIV, riusciamo ad avere Fabio Barrasso come Presidente del CDR e Gino Costantini come stazzatore, il secondo rimborsato invece dal Circolo.
Il Circolo Vela Arco è un circolo anomalo rispetto ad altri circoli velici che siamo abituati a frequentare: qui la gente va in barca… cioè: c’è solo gente che va in barca.
Non trovi il bar ed il ristorante pieni di persone che poco hanno a che fare con la vela. Non ci sono cabinati. Non ci sono distese di lettini prendi-sole, tipo stabilimento balneare, non c’è gente che ha la barca per non andarci mai, o per farci solo bricolage. Questo tipo di persone non ci sono perché il circolo non è un salotto né un ristorante; invece non mancano ampi spazi per i carrelli e le barche… anche se un po’ distanti dalla riva del lago. Il personale è a volte un po’ “burbero” ma sotto la scorza, a volte ruvida, ci sono personedi buona volontà e disponibili che, con il passare dei giorni, abbiamo modo di conoscere e apprezzare.
Confesso, ammesso che non si fosse capito, che a me piace molto lo stile spartano e la franchezza, a volte scambiata per scortesia, di tutti quelli del Circolo di Arco
Antonella, la segretaria, che ci ha accolti e ha formalizzato le iscrizioni, è infaticabile e sempre disponibile. Laura, dolcissima, sempre pronta ad aiutarci. Alessandro e Gianni, gli uomini dei gommoni, che si sono presi tanta ma tanta acqua e tanto freddo per posizionare decine di boe, cercando di farci regatare al meglio. Il CdR, che ha cercato di farci regatare e non farci uscire a vuoto, anche se non sempre ci è riuscito. Il presidente Carlo Pompili, col quale ho concordato la preparazione, i costi organizzativi, ogni dettaglio della logistica. Al circolo di Arco ho incontrato gente che non ti dice di sì per cortesia e poi non lo fa, infatti preferiscono dirti di no ma se la risposta è affermativa sai che ti puoi fidare.
Martedì pomeriggio Gino Costantini prepara le stazze e comincia a stazzare qualche barca per tirarsi avanti col lavoro… fa veramente caldo.
Mercoledì giornata di stazze con Giuliano Demattè e Antonio Bari che infaticabili aiutano Gino per tutto il giorno. Io e Bellotti usciamo un’oretta in costume da bagno con Ora (la termica pomeridiana locale, da sud) forte… fa veramente caldo… è bellissimo ma le previsioni annunciano l’arrivo della prima e vera perturbazione autunnale. In molti non credono che nel giro di due giorni la temperatura crollerà di 15 °C.. purtroppo le previsioni si riveleranno corrette. Alle 17.30 assemblea di classe fino alle 20.00, e poi liberi.
Arriva finalmente giovedì e si comincia. Il campo viene posizionato a sinistra, verso Torbole, fa ancora caldo e c’è un’Ora ballerina. Percorso a bastone con calo totale del vento all’ultima bolina. Al rientro un graditissimo piatto di pasta per tutti.
Giovedì pompa bene da nord. Venerdì la giuria ci fa uscire e raggiungiamo il campo posizionato molto distante…. a sud… è un doppio triangolo. In molti scuffiano. Il vento è, secondo molti regatanti, oltre i limiti ma il CdR dice che è aumentato solo dopo l’arrivo. Mah.. fatto sta che sotto raffica la randa sbatte tutta a molti equipaggi. E’ quasi e solo sopravvivenza. La boa di bolina ara e la seconda e la terza bolina, complice anche una rotazione a sinistra è un bordo unico mure a sinistra. Il rientro è faticoso… una lunghissima bolina. A terra ci accolgono con the caldo e pasta al ragù ma siamo infreddoliti per la sventolata presa. In molti mugugnano contro il CdR sia per il vento forte, sia per i ritardi che sembrano ingiustificati ma il lago è fondo più di 250 m e spostare le boe qui non è facile. Il vento, per il resto della giornata resterà oltre i limiti e non si farà più nulla.
Sabato pompa ancora da nord. Diluvia e fa freddo. Ci mandano in acqua alle 10.30 ma quando finalmente arriviamo sulla linea di partenza il CdR ci rimanda a terra. Un problema col posizionamento del campo anche se secondo alcuni il vento era oltre i limiti. I mugugni si fanno più insistenti e c’è voglia di andare a casa al caldo. Alle 13.00 riunione con CdR e posaboe. Si decide di posizionare un campo più vicino e si fissa la partenza alle 15.00. Il CdR esce alle 14.00, mentre i posaboe sono ancora a terra. Continua a piovere. Si ipotizza di mandare tutti a casa ma insisto per uscire e tentare con un campo più riparato e vicino. Barrasso è in acqua da più di un’ora. Alessandro e Gianni, pur preferendo una doccia calda, non si tirano indietro ed usciamo nuovamente. Il campo è posizionato rapidamente e vicino alla sponda destra. Il CdR si ancora all’ormeggio solitamente utilizzato per l’Ora. Due prove con vento da nord ballerino non fortissimo salvano il Campionato. Mi chiedono se fare la terza prova. E’ freddo, quasi buio. Con Barrasso concordiamo di accontentarci e rientriamo con un deciso rinforzo del vento. Al rientro thè bollente e alla sera cena imperiale con due grosse stufe a fungo che ci riscaldano anche troppo. Riesco a vendere 100 biglietti della prima lotteria di classe che fruttano ben 500,00€ al magro bilancio, grazie alla generosità dei regatanti. Premi per tutti. Il gioco di vele Murphy&Nye se lo aggiudica Stefano Longhi.. il solito culo!
Domenica finalmente non piove ma la stradina che ci porta allo scivolo è piena di pozze. A terra c’è più vento dei giorni scorsi ma sembra destinato a calare tanto che il Comitato sta pensando di aspettare l’Ora. Alla fine però usciamo e, utilizzando lo stesso campo del giorno precedente, facciamo un’altra regata a bastone con vento ballerino. Bisogna fare almeno un’altra prova per avere lo scarto. L’Ora arriva verso le 14.00 ma si capisce subito che la giornata è a rischio per il vento di gradiente da nord. Percorso olimpico e si parte. Il vento è forte ma poi cala. Si arriva a fare anche la terza prova ma il vento ci sta per abbandonare e il CdR, saggiamente, riduce il percorso dando l’arrivo in poppa. Rientriamo al traino. Premiazione succinta ed essenziale perché è molto tardi e in tanti hanno un lungo viaggio da fare. Notevole anche il buffet della premiazione, che per molti sostituisce una cena.
Classifiche pubblicate tempestivamente sul sito del circolo, disponibile anche la galleria fotografica ed il video.
Il meteo non ci ha aiutati ma alla fine l’esperienza è stata positiva.