Campionato invernale di Anzio: resoconto e classifica

Oggi ad Anzio si sono disputate 3 prove con vento sui 7-8 nodi e onda decisamente fastidiosa, un chop incrociato fra onda residua dal vento dei giorni passati e onda più corta del vento di oggi. 9 le barche sulla linea di partenza, 3 vincitori diversi per ogni prova.

Ecco il commento e la classifica:

La seconda manche del Campionato Invernale Snipe di Anzio m’ha colto “sottocoperta”, a fare bricolage, mentre a pochi passi da me si teneva un’affollata ed accalorata riunione informale degli esponenti di una Classe (che non starò a dire quale) che per quanto nulla avessero a che fare con lo snipe, comunque si amminchiavano sugli stessi identici argomenti sui quali ci si amminchiata in qualsiasi accalorata riunione informale degli esponenti della Classe Snipe: le regate lì no che non c’è vento, lì sì che si mangia bene, dobbiamo farci sentire, non può essere che quello decida da solo, è troppo lontano, non è abbastanza lontano, ci siamo già stati, di là ci trattano male, da quella parte la discesa in acqua è scomoda, c’è troppo vento, mi sta antipatico il tizio di quel circolo, ricordo che una volta nel ’72.. o forse era il ’69, proprio lì, ma prima che spostassero il Circolo per farci lo svincolo dell’autostrada, ci ritrovammo per un trofeo memorial dedicato al gatto, del nipote, dello zio, del vicino, del nostromo del feroce saladino, quando stava nell’altro circolo.. che si portò via l’inondazione due anni dopo.. l’altro circolo, non il gatto, né il saladino!.. e via discorrendo.. non nego che, per quanto stessi inalando polvere di gelcoat steso a pelle d’orso sotto al piede d’albero, nel tentativo (non vano) di serrare un diavolo di perno a vite di mini-grillo in un posto dove non c’era spazio per il grillo, figurarsi per il giravite, e chiudere così, finalmente, la sessione di bricolage, comunque preferivo, e molto, essere fuori da siffatte discussioni! Ovviamente il Campionato è cominciato il giorno dopo, questo preambolo off topic serviva a seminare quelli cui interessano solo le classifiche o peggio commentare una regata alla quale non si sono presi nemmeno il disturbo d’esserci. Ma veniamo a noi che, ahinoi, c’eravamo! Pervicaci nell’assolutamente mal riposta fiducia nel sistema dei trasporti pubblici capitolini (che il diavolo si porti via quel gigantesco parassita che fa da primo cittadino della Capitale..), ci ritroviamo anche ‘sto giro ad aspettare la SilviaP, mentre a sua volta aspetta che qualche treno, prima o poi, passi, nel mentre abbiamo già raccolto la mia prodiera nella limitrofa stazione metro, che ammazza l’attesa dormendo faccia giù su un manuale di chimica organica.. sono gusti. La giornata è grigia che la troverebbe grigia anche un olandese. Però non fa freddo, anzi.. e immagino che anche questo, l’olandese, lo noterebbe. Avuta la grazia di un treno (il precedente è stato cancellato), arriviamo in una Anzio percorsa da tipi con divise almeno anacronistiche: c’è il revival dello sbarco degli alleati.. anche quest’anno.. che essendo un revival, in effetti, è abbastanza normale che sia periodico. Fortunatamente il parcheggio non ne risente, basta spostare la Vanda-mobile, ed un discendente della gronda.. ma non in maniera definitiva. I circoli, al solito, almeno nelle domeniche di regata (ormai solo nelle domeniche di regata), pullulano di attività, merito in particolare dei 555, che continuano a riprodursi con dinamiche e modalità, sospetto, non diverse da quelle dei Gremlins. Non è che ci sia particolarmente fretta, si tirà su così, in attesa che accada qualcosa in questa bottiglia d’orzata, del tipo dove galleggiava Milano, e puntualmente qualcosa accade: Angela e Roberto (abbronzati in maniera vergognosa) devono sparecchiare l’albero per ripassare la drizza della randa che s’è rotta: lo faranno con tempi da box di F1, caricando anche tutta la benza possibile! Vanda, nascosto tra le barche, cerca di formattare Billy Boa e di installarci una routine di sua creazione, visto che il pirata Billy Boa per l’occasione gli farà la prua, dopo che Franci si è presa l’influenza in seguito al tuffo che la stessa Vanda gli ha fatto fare lo scorso week end, all’ingresso del porto.. ovviamente l’influenza è solo la miglior ipotesi.. lo sciura sailing team invece, pronto a sfruttare l’ennesima assenza del Magnifico, và in giro prendendo in prestito timoni, perni, ghinde.. tutto triplo, manco armassero un brigantino.. i Cicci non si vedono, poi arrivano, Ciccio col cuscino stampato in faccia e Serena con in faccia stampato un sorriso come se avesse appena beccato il gratta&vinci definitivo.. no comment.. questa volta hanno la barca alla Lega, dove gliela aveva riportata Vanda, ripescato da loro dopo la scuffia.. ma è un’altra storia, lasciamo stare.. intanto Decoupage sfodera la sua barba da maschio, tipo carta vetrata 400, e sfodera anche la sua Thelma, sempre fastidiosamente magro&muscoloso, Ruby, per non essere da meno in quanto a novità, si presenta con a prua Claudia, complice un mix di influenza e impegni lavorativi, e Von Tissel si presenta con un parrozzo, ovviamente made in Pescara, che nel dopo regata verrà giustiziato a colpi di Letherman! Si và in acqua spiccioli, non c’è il sole, ma non fa freddo.. tipo nemmeno col berretto.. di fine gennaio.. roba da matti. Fuori poca aria, e molto bucata, ma il vero casino è l’onda: ce ne sono almeno 3 diversi ordini, più il riflesso da terra, e corrente, mure a sx è una corsa campestre, mure a dx è una corsa campestre con improvvise e gradevolissime discese. Parte prima il fritto misto dei Laser, la linea è ragionevolmente dritta, ossia appena appena stortignaccola. Accelerare è complicato, e la flotta sembra aprirsi a fatica, a parte Giorgio che trova subito il bandolo dei primi due bordi, si mette avanti, e detta il ritmo, con dietro i gregari curvi sui pedali. A parte Giorgio in fuga, la flotta dietro si mischia abbastanza, compatibilmente con il mal di mare, che affligge diversi. Noi ci arrampichiamo in mezzo al campo, confidando di rosicchiare qualcosa in poppa, con Paola che pesta ogni onda peggio che il pestello di un mortaio.. poi dicono che la chimica organica faccia male! Mentre io rimango più dentro, con la fascia lombare bloccatasi tirando via il carrellino dallo scivolo (e ancora in tale modalità nel momento in cui vengono scritte queste righe..), il che temo mi dia una postura passerottinesca, seppur privo di copricapo da afrikaner. Giorgio dal canto suo è granitico, non lascia nulla per strada e sfrutta al meglio il dislocamento ridotto, mentre dietro continuano a ridarsi le carte. Il secondo giro non presenta particolari scossoni, un paio di sportellate, i soliti 555 alla deriva da evitare accuratamente, mentre Ruben infilza Vanda e noi li lasciamo fare, cercando di capitalizzare a distanza da loro e purtroppo anche da Giorgio. Le procedure per la seconda prova sono molto rapide, Angela purtroppo accusa troppo il mal di mare, e devono rientrare, Ciccio invece accusa troppo la ferrea dieta cui si sta sottoponendo.. mentre Serena posta su Face Book foto della nipotina.. e di queste due affermazioni, SOLO una è falsa. Partiamo di nuovo in barca. Il vento oscilla con ampiezza variabile, periodo variabile, intensità variabile, in altri termini: a cippa asincrona, pessima situazione per quanti abbiano lasciato la bussola a casa: Vanda! In realtà, vista la mala parata, l’aveva nascosta addosso a Billy Boa! Partiamo col motore su ed il freno a mano tirato, usciamo dritti, e rimaniamo così per qualche minuto, stocchetto a dx per rimanere con la flotta, di nuovo al centro come accenna il primo scarso, e via mure a dx ci investe un dx non clamoroso ma costante, che piano piano ci porta tipo nastro trasportatore a tagliare tutto il campo, verso la lay di sx, ma molto vicini alla boa, due stocchetti per la lay di dx ed incredulo per il galleggiamento, comincia la discesa, che tanto discesa non è, vista la pressione calante e disomogenea: non saranno più di 3m/sec.. pensare che Anzio era posto di sventolate.. Anche ‘sto giro la flotta non si apre, e ci sono Vanda e Ruby che di poppa vengono via sempre molto allegri da centro campo.. troppo allegri per i miei gusti, mentre Ciccino è impegnato a scegliere il font per le partecipazioni.. santo\subito! La seconda bolina cerchiamo di copiaincollarla dalla prima, con in più il tentativo di rimanere tra la boa e gli altri, reso complicato dalla disarmonia tra lo sciura sailing team e Giorgio, le prime a dx, il secondo a sx, noi nel mezzo, con le prime che ci rosicchiano metri preziosi. Alla boa di bolina il problema è evidente: ci aspetta una poppa con aria calante e grossa onda di scaduta, contro un equipaggio nettamente più leggero.. e comincia il rosario apocrifo.. La gravità del momento è subito chiara: le sciure scendono dalle onde planando, a noi le onde passano sotto, e basta.. in pochi minuti l’autoaffondamento diventa un’opzione.. scartandola per principio, comincio ad orzare (siamo mure a dx) mentre sulla sx i soliti Ruby e Vanda, controllati da Giorgio. Orzando riusciamo a rallentare l’inevitabile.. che però tende a rimanere tale.. anche perché, mi rendo conto, che pur staccando la prua dalla boa, comunque l’apparente non sale.. sta ruotando a dx (guardando dalla boa di poppa verso la bolina), mi gioco il jolly, Paola che sa che di poppa, soprattutto quando c’è di mezzo il jolly, meglio lasciar correre.. così strambiamo e andiamo al centro, in effetti con un pelino di pressione ed un angolo migliore.. e cosa fondamentale: le sciure, con la loro riprovevole leggerezz-surfa-onde rimangono di là. Il nostro bordo mure a sx è bello lungo, non arriviamo in lay, ma ce la prendiamo tutta, la pressione tiene, ma cessano le raffiche da destra, anzi torna un po’ indietro, e ci strambiamo dentro per capitalizzare, se non altro adesso si và dritti in boa, e sull’arrivo, dove ad aspettarci troviamo niente meno che la lettera “G”: TERZA PROVA!! Sempre sia lodato!! A volte anche un’invernale snipe finisce per somigliare ad una disciplina sportiva! Dal palindromo si leva un coro d’apprezzamento unanime: daikazzo!! Che in giapponese sta per: finalmente una scelta consona alle più intime istanze di un panteismo mitopoietico peculiarmente transunstanziale e salvifico! La vastità del concetto chiarisce perché si preferisca il sostantivo giapponese, l’unanimità, essendo in due, non è poi un grande risultato, ma non per questo è meno sincera! Ovviamente qualcuno mugugna, problemi di tenuta della permanente dei peli del petto.. pave.. mentre i Ciccis purtroppo devono sgommare  a terra causa forza maggiore, ma la buona notizia, alla fine, è che abbiamo di nuovo un Comitato che fa il suo! Terza prova con intoppo nella procedura di lancio, si parte al secondo tentativo, con Vanda beccato fuori che rientra dagli estremi pur non rinunciando ad un ricorso in Cassazione, o per lo meno ad una pubblica audizione nell’agorà. Le Sciura partono sparate a dx, noi a sx con Giorgio, avranno ragione loro. Tolto Vanda, attardato dal rientro, Ruby si fa decisamente più arzillo, mentre con Giorgio siamo sempre lì, e le Sciure, a dx anche nella seconda bolina, continuano a guadagnare in maniera imbarazzante. La regata, per noi, si chiude nell’ultima, interminabile poppa: dritti mure a dx dietro a Giorgio, con le Sciure ormai fuori minaccia, quasi fuori del mare, comunque fuori, strambiamo e tagliamo al centro, la rotazione appena appena a dx (guardando sempre dalla partenza) ci aiuta, Giorgio reagisce istantaneamente, noi abbiamo solo il vantaggio dell’iniziativa, ma pare sufficiente.. poi tiro fuori gli appunti di quando il GranSolerio venne ad evangelizzarci nel suo viaggio apostolico autunnale.. e con Giorgio ci spariamo il dritto finale, quello dopo il pianetto, quando si molla tutto, con lui che orza, ma senza farsi divorare da crisi isteriche (meno male non tutti si fanno divorare da crisi isteriche in simile frangenti) e noi che rispondiamo di conseguenza (pure noi senza crisi isteriche), poi la zona, la boa.. e mentre le sciure sono già sotto al battello press a scambiare interviste con champagne ghiacciato, noi ci scambiamo due palle-incatenate con Giorgio e ci dirigiamo verso l’arrivo. Il gran finale purtroppo me lo perdo: ci sono gli aerei d’epoca che fanno le evoluzione sulla spiaggia gremita.. ma nessuno guarda per aria, tutti ad osservare il rientro della nostra Vanda, che ad una settimana dal precedente tuffo, cerca di cresimare anche Billy Boa, e magari di piantare l’albero nella secca, nello stesso esatto punto della settimana precedente, ossia dove si forma quell’enorme frangente che si forma alla bocca del porto, dove in realtà passiamo tutti.. ma dove cade in trappola sempre Vanda.. ed il roboante mostro schiumoso di circa 33.. 37cm.. salta fuori anche questa volta, ed ecco che si sta per (ri)consumare lo psicodramma, quando il buon Billy Boa, più villoso ma anche più pesante di Francesca, ridistribuendo l’area d’appoggio delle sue chiappe, salva Vanda dalla scuffia, la barca di Vanda dal proprio armatore ed impedisce a quanti accorsi sulla spiaggia di godersi lo spettacolo! A terra, grazie al rientro dilazionato (i 555 non hanno corso la terza prova), i Circoli sono già mezzi vuoti, si smaltisce qualche attacco di malditerra e si fanno programmi per la stagione a venire.. caro mein Von Tissel.. mentre qualcuno parte di corsa ed altri si concedono il tè&pasticcini del quarto tempo, con la solita rompipalle che ha fretta e siccome ha fretta lei deve rompere le palle a tutti.. che non dirò chi sia, tanto lei lo sa, e pure tutti gli altri. Insomma la snipe factory di Anzio ha ri-aperto i battenti, con una sessione molto educativa di scambi di prodiere, alcune innovazioni tecniche (per me.. in realtà è tecnologia vetusta) che ho potuto provare solo a metà (di spingi-avanti non c’è stato proprio bisogno), ben tre prove lunghe, difficili, e belle pelose come è bene che sia ed in generale ripartendo da quella bella atmosfera rilassata che ha fatto di questa piacevole scusa per vedere i compari di merende e non far arrugginire la barca, altrimenti nota come “campionato invernale”, il grazioso motore primo della nostra attività zonale, che alla fine ciò che importa, sotto il vento e le vele, è non regalare terre promesse, a chi non le mantiene.

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