La partenza e la bolina con vento forte

Abbiamo chiesto a Peter Commette (nella foto – courtesy of Fried Elliot – al Midwinter di quest’anno da lui vinto) di poter pubblicare la traduzione di un articolo originariamente scritto per Snipe Bulletin del luglio 1993. Peter ci ha risposto dicendo che voleva apportare qualche piccola modifica all’articolo originale. Qui di seguito la traduzione della nuova versione dell’articolo per i lettori del nostro sito. Prossimamente potrete leggere la traduzione di un altro suo articolo.

www.friedbits.com/

Molti sanno chi è Peter Commette. Vincitore del mondiale Laser nel 1975, olimpionico per gli USA nella classe Finn (Kingston 1976), vincitore di molte regate in Snipe. Attualmente regata molto spesso in Snipe con sua figlia (così è stato all’ultimo Mondiale in Giappone), ottenendo frequenti vittorie e lusinghieri piazzamenti.


di Peter Commette

Il nome da signorina di mia madre è Anita Maria Napoliello. Così quando mi è stato chiesto se avessi sostenuto la traduzione in Italiano di alcuni miei vecchi (molto vecchi) articoli, ovviamente ho acconsentito.

Sono cresciuto con mia nonna che viveva a casa con noi. Lei parlava molto poco l’Inglese. La chiamavo “Nonna” e sono cresciuto pensando che quello fosse il suo nome. Solo qualche anno più tardi ho iniziato a realizzare che tutte le nonne dei miei amici italiani sembrava si chiamassero con lo stesso nome! Per la cronaca ho finalmente capito che il vero nome della Nonna era Anita Belfi.

Spero che vi divertiate a leggere gli articoli che Pietro sta traducendo. Mi è stato chiesto perché non ho scritto più altri articoli dal 1992. Noi abbiamo un proverbio: “Non puoi insegnare ad un “old dog” nuovi trucchi.” Quello che ho scritto è tutto quello che allora conoscevo ed ancora è tutto ciò che conosco! Bau, bau! Buona lettura e buon divertimento.


Con il passare degli anni mi sembra che siano sempre meno le tecniche che io solo utilizzo e i miei avversari no. Inoltre, di quelle poche rimaste, ce ne sono ancora meno che ritengo mi diano un qualche vantaggio in termini di velocità. Tuttavia ci sono ancora un paio di punti sui quali posso offrire a qualcuno un aiuto. Questi punti sono: “scappare” dalla linea di partenza e andare veloci di bolina con vento e onda.

Il punto chiave del navigare veloci di bolina con vento forte e “chop” è tenere la barca in movimento. Ciò significa che è di cruciale importanza avere spazio a prua e sottovento cosicché potete poggiare quando avete bisogno di velocità. Da questa filosofia di tenere spazio libero a prua sottovento deriva la mia filosofia per le partenze, nonchè le relative tecniche. Non entrerò in una discussione approfondita sulle partenze, dal momento che molti di voi sanno che io sono il re degli OCS e, quindi, voi sapete di più di quanto vi possa raccontare.

Nondimeno, una delle cose che dovete fare in una partenza con onda e vento forte è partire vicino a qualcuno rispetto al quale sapete di essere più veloci. Se lo spazio migliore è sottovento a qualcuno di cui siete più veloci, allora prendete quel posto, infilatevi più vicini possibili a lui e concentratevi a cazzare le vele prima della barca sottovento a voi. Se il buco migliore è sopravento a qualcuno rispetto al quale siete più veloci (io preferisco questo caso), concentratevi totalmente a spingere la persona sopravento a voi e a cazzare le vele prima che lo faccia la barca sopravento. Il trucco per cazzare prima di loro è ascoltare il suono del cricco dei bozzelli e guardare i movimenti del corpo e degli occhi.

La chiave per controllare la persona sopravento a voi è fermare la vostra barca controvento, più vicina possibile a lui, con la vostra prua almeno 60 cm davanti a lui. Non abbiate paura a spingere il vostro boma fuori per arrestare la barca, ma fate attenzione che il vostro albero non sbandi sopravento e tocchi la barca al vento quando questa porta via la vostra aria.

“Come proteggere lo spazio?” qualcuno di voi potrebbe chiedere. In primo luogo, dovete e volete sottrarlo a qualcun altro. Ciò significa entrare tardi e posizionarsi non prima di un minuto prima della partenza (un minuto e mezzo – due minuti in una regata di buon livello internazionale). Secondo, dovete stare all’erta. Osservate le barche che arrivano mura a sinistra e quelle che arrivano da dietro che potrebbero voler prendere il VOSTRO spazio. Fategli capire da subito che intendete proteggerlo. Quando qualcuno fa una manovra interessata a prendere il vostro spazio, prima che si ingaggi, poggiate e mettete la barca di traverso nello spazio. Piazzando la barca di traverso o forzerete l’altro timoniere a cercare da qualche altra parte per un buco, o, quando è ingaggiato, potrete allontanarvi da lui facendo descrivere alla vostra barca un ampio arco e navigando dritto al vento, quasi a 180 gradi, nella direzione opposta, di nuovo verso la barca sopravento a voi.

Una volta che partite e che avete spazio libero sottovento, cominciate a pensare alla conduzione con vento forte. Primo, è importante orzare fuori dalla linea di partenza, Per questo avete bisogno di un ingresso del fiocco dritto. La catenaria del fiocco ostacola la capacità di orzare. Anche il cunningham deve essere lasco finché non siete sicuri della posizione delle barche attorno a voi, ma ricordate che dovete cinghiare con cattiveria con i cunningham lasco.

Per avere l’ingresso del fiocco dritto è assolutamente imperativo che la leva sia sulla posizione neutra del pre-bend (non più avanti) e che il vang sia cazzato. Comunque, se il vang è troppo cazzato, perderete potenza nella randa. Se invece è troppo lasco, ci sarà catenaria quando la scotta della randa sarà lascata e la randa sventerà in alto. Regola il vang così che non ci sia catenaria quando il boma è regolato per l’aria più leggera che avete trovato negli ultimi cinque minuti.

Se il vang è importante, l’archetto è la singola regolazione più importante per la velocità con vento forte. L’archetto (la congiungente delle due briglie in cui si divide la scotta della randa) dovrebbe essere tenuto direttamente sotto il boma quando il boma è cazzato nella sua normale posizione con vento forte. In questo modo cazzerete verso il basso il boma e perciò terrete l’ingresso del fiocco dritto senza catenaria. Quanto fuori potete andare con l’archetto? Io ho lascato sottovento il mio fino a 45 cm per tenere la barca piatta e il fiocco dritto; a quel punto il mio fiocco è regolato verso l’esterno 50 cm (misurati perpendicolarmente all’albero e contrassegnati sul paraspruzzi).

In queste condizioni (chop), una corretta tecnica per affrontare le onde è cruciale. Dovete guardare oltre la vostra prua sempre per vedere le onde prima di colpirle. Non sono un grande fautore della tecnica dell’orzare sulla faccia dell’onda e poggiare sul retro, o del poggiare sulla faccia e orzare sul retro. Utilizzo quella tecnica con mare più grosso in oceano, se proprio lo devo fare.

Trovo che è molto meglio pensare alle onde come ci si presentano in “blocchi”. Ci sono blocchi di buone onde che non disturberanno la vostra prua. Ci sono blocchi di onde cattive che disturberanno la vostra prua e ci saranno spazzi di acqua piatta. Ciascuna di queste condizioni richiede che la prua della vostra barca sia posizionata differentemente in relazione al vento.

Colle onde che disturbano la prua della vostra barca, dovete poggiare e lascare un po’ di randa e fiocco per passarle. Io anche sbando un pochino la barca, il che ammetto è un punto discutibile. Infine, timoniere e prodiere devono appoggiarsi sulla loro coscia più a poppa e piegarsi all’indietro.

Colle onde che non colpiscono severamente contro la mia prua, navigo dritto sulla mia normale rotta. Con queste onde anche porto la barca più piatta possibile. Fate attenzione a non avere il fiocco troppo cazzato. Avete bisogno di potenza e che la balumina sia aperta.

Le onde che non picchiano troppo contro la vostra prua sono anche le onde di transizione. Non solo esse consentono di poggiare  e acquisire un po’ di buona velocità per le onde cattive che stanno per arrivare, ma anche non vi danneggiano troppo se volete orzare e entrare in una zona di acqua piatta sopravento. Le zone di acqua piatta sono dove voi potete veramente fare le “traiettorie”.

Ciò che intendo dire quando dico che potete fare le traiettorie in zone d’acqua piatta è che vedo queste zone come dei regali. Sono il mio pezzo forte. Quando entro in una zona d’acqua piatta cazzo per bene la scotta e sticco come un pazzo, qualche volta sventando un pochino il fiocco. Io cazzo anche il fiocco un po’ di più.

Tuttavia l’aspetto importante quando siete in una zona d’acqua piatta è non essere ingordi. La barca non può proseguire sticcata troppo a lungo e, sapendo che le onde vi aspettano alla fine della zona d’acqua piatta, dovrete poggiare in tempo per riprendere velocità prima che finiate nuovamente dentro le onde.

Provate quanto vi ho detto e fatemi sapere i risultati. In bocca al lupo!!!