Lo snipe e gli juniores a Caldonazzo

Andrea Piazza intervista Marco Pisetta, direttore sportivo dell’Associazione Velica Trentina

AP: Ciao Marco, a Caldonazzo ci sono sempre stati tanti snipe, ma pochi giovani e quelli che ci sono stati spesso erano figli di soci. Ultimamente avete degli equipaggi juniores che regatano abitualmente in laser, ma non disdegnano lo snipe. Quanti ne avete ora?

MP: abbiamo tre equipaggi

AP: Abbiamo letto qui  recentemente l’intervento di due dei tuoi ragazzi. Ma cosa ne pensi tu dello snipe? E come circolo che politica avete?

Gli istruttori della Velica: Marco è il meno giovane fra i tre accucciati

MP: la mia conoscenza dello snipe risale agli anni ’70, pensa che ho partecipato ai campionati Snipe Juniores sul lago di Caldonazzo e al fiocco avevo Marcello Guarducci prima che si mettesse seriamente a nuotare per poi arrivare dove sappiamo. Per me lo snipe è una barca piacevole, molto tecnica e che ha cambiato nel tempo in modo adeguato all’evoluzione dei materiali e che comunque grazie alle linee sobrie e al regolamento restrittivo rimane una barca possibile (nel senso dell’impegno finanziario per poterla gestire). E’ una barca che ogni velista, non importa da che classe arrivi, può sempre condurre trovando grande piacere e, volendo, grande insegnamento.
La politica dei circoli la fanno le persone, nel mio caso venendo da una gioventù nella vela ho provato piacere, una volta rientrato nell’ambiente, nel mettere a disposizione le mie conoscenze. Fortunatamente ho trovato un gruppo di ragazzi che a loro volta hanno trovato interessante seguirmi e i rispettivi genitori che hanno creduto in quello che facevo. Con questo gruppo sto, dopo anni di impegno, portando avanti un programma che mi aspetto possa dare i frutti nel tempo, frutti che possono essere sia risultati sportivi che risultati nel senso di formare istruttori capaci a preparare a loro volta altri velisti.

AP: Pensi sia meglio per i tuoi giovani regatare sia sul laser che sullo snipe o preferiresti che si dedicassero solo a una barca?

MP: Mi appello sempre alla mia esperienza, più barche porti più hai la possibilità di conoscere e valutare; quello che conta è salire a bordo e sentire tutto quello che ti trasmette la barca, ovvero sentire lo scafo che si muove sotto di te e portarlo al meglio studiandone le reazioni mediante la regolazione di vele, albero e pesi. E’ chiaro che per adesso e per un ordine di cose, visto la giovane età del gruppo,e per un ordine di cose facilmente comprensibili, il nostro indirizzo principale è il laser.

AP: A quali regate pensi parteciperanno i tuoi ragazzi con lo snipe la prossima stagione?

MP: C’è una grossa opportunità che è il Campionato Europeo Juniores che si svolge a Cervia e lì penso di portare due equipaggi; ai Nazionali di Arco penso di portare tre equipaggi due di questi penso si fermeranno anche agli assoluti oltre che Juniores e in preparazione di questi appuntamenti tutti e tre ci saranno sia al German che a Molveno e tutte le regate minori possibili, sotto il controllo attento di Giuliano Demattè che mi ha dato la sua disponibilità in merito.

AP: Come agevolate economicamente i giovani? So che avete due snipe della Velica che fate usare preferenzialmente agli equipaggi juniores. Pensate di comprarne altri?

MP :Il budget è quello che è, abbiamo rimesso in efficienza dei laser che erano catorci di antica data, gli snipe della Velica Trentina sono tre, uno mi è stato assegnato, il secondo lo usiamo quando è libero dai corsi, ma per le regate conto sulla disponibilità dei soci. In quanto ad acquistare altre barche non lo ritengo una cosa di immediata fattibilità, nonostante l’importante impegno della Velica Trentina a portare avanti un discorso giovanile. E comunque tendo a portare i ragazzi a mettere un po’ del proprio, spingendoli almeno ad attrezzarsi con vele di loro proprietà. E’ un primo passo per responsabilizzarli. Chiaro che il mio compito principale è quello di organizzare loro le trasferte e condurli fisicamente sul luogo delle regate con le barche.

AP: Grazie

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