Ledro Snipe Team Race

Si è svolto a Ledro il 21 e 22 Luglio il Team Race. Mentre il Nord Italia e l’Adriatico erano interessati da una brutta perturbazione che rendeva impossibile regatare, a Ledro il programma è stato completato.

Trieste 1, Caldonazzo 1, Caldonazzo 2, Ledro 2, Mista, Ledro1 nell’ordine.

Il commento di Daniela Rochelli, vincitrice con Fabio, Sergio Irredento e Marina Senni e a seguire il commento di Andrea Piazza

L’Associazione Velica Lago di Ledro, presieduta dall’infaticabile Paola Mora, aspetta i regatanti come suoi nipoti. Nei due giorni veniamo nutriti e coccolati come fossimo in famiglia. Pranzi, cene, spuntini e dolci succulenti vengono distribuiti con grande generosità.
L’accoglienza e lo stupendo scenario alpino valgono il sacrificio di tirarsi fino a quassù.
Siamo venuti qui incuriositi da questa regata a squadre e ne siamo rimasti folgorati. La ricetta vincente è sintetizzabile in pochi concetti.
Quello essenziale: “LA SQUADRA” intesa come altruismo, mutuo soccorso e sacrificio per chi è in difficoltà, irrinunciabili se si tende alla vittoria.
La competizione ravvicinata, che fa scorrere l’adrenalina a fiumi, ti fa tenere la concentrazione altissima che ti permette manovre concitatissime e tirate al limite, creando continui capovolgimenti di posizioni. I giudici, precisi e competenti, sono a pochi metri dalle barche e ciò fa si che si regati nel pieno rispetto delle regole. Il continuo incalzare delle partenze (le prove durano mediamente tra i 9 e i 12 minuti!) rinnova di continuo avversari e situazioni.
Il team race è una disciplina completamente differente del nostro sport, e per noi nuova ed estremamente divertente…..provatela a Ledro, ne vale la pena!
Arrivederci al prossimo anno!!!!
Daniela

Team racing di Ledro 2012. 
E’ stato molto difficile convincere gli snipisti a venire a Ledro per il team racing. Solo 12 barche (+2) delle quali 3 da Trieste e 4 da Caldonazzo. Si è quindi deciso di fare squadre da 2 barche anziché 3 come inizialmente ipotizzato. La scelta è stata vincente perché è molto più facile fare i conti…. in pratica non importa vincere ma ciò che conta è che nessuno della tua squadra arrivi 4° cioè ultimo. Chi è davanti quando il suo compagno è 4° deve cercare di ostacolare quelli dell’altra squadra. Un gioco completamente diverso dalla regata di flotta… mentre nelle regate di flotta è vincente evitare i casini, nel team racing dobbiamo crearli e cercare di far assegnare una penalità all’avversario.. a volte capita che il giudice ci penalizzi e poi a terra lunghe discussioni coi giudici ci chiariscono le regole…   Mi vengono in mente le poppe senza vento delle regate di flotta da un’ora.. le boline inginocchiato in barca col prodiere rannicchiato e mi viene voglia di fare solo team racing…. purtroppo l’organizzazione è molto più complessa.: servono giudici in acqua molto competenti e sulla nave giuria persone attente a prendere gli arrivi… se vogliamo trovare il pelo nell’uovo di un’organizzazione perfetta è la discussione che domenica sera c’è stata a terra quando convinti di aver vinto tutti i 5 flight abbiamo scoperto che, secondo la giuria, ne avevamo vinti solo 3. Siamo riusciti a far correggere un flight ma non l’altro. Durante la discussione ho capito che c’era stata un po’ di confusione nel prendere gli arrivi… ma poco importa…  Chi ha partecipato al team racing ha provato un gioco diverso dalle solite regate… le regate della durata di meno di un quarto d’ora non ci hanno fatto rimpiangere le regate da un’ora con poco vento… specie le poppe..  I soci dell’AVLL ci hanno ospitati e trattati come al solito e cioè in modo unico. Cena offerta anche agli amici, pranzo con tagliatelle e affettati al sabato, cena imperiale la sera, panini a pranzo domenica e buffet con torte alla premiazione.  Impossibile descrivere il clima che si respira a Ledro. I soci sono impegnati a servirti e quasi ad onorarti, come giri l’occhio vedi un instancabile Marco Cavallari che porta avanti e indietro boe, benzina per i gommoni e corpi morti, la presidente Paola Mora la trovi in cucina a preparare la cena, a sparecchiare i tavoli, a pulire la sala e sul palco della premiazione. Le signore lavorano infaticabili senza dare nell’occhio. Schiaffino, Donati, Gnuffi e Cigalotti sono sempre disponibili a darti una mano e, senza dare nell’occhio, controllano che tutti siano a proprio agio intervenendo se necessario. Alla cena mi ha colpito il giovanissimo Niccolò, un bambino di 8 anni circa, sempre sorridente, che girava per i tavoli chiedendo se avevamo voglia di altra, polenta, altra carne, formaggi…   Il parcheggio per le autovetture è riservato e non è necessario pagare perché hanno pensato anche a questo. Non posso far a meno di fare dei confronti col trattamento ricevuto, anche recentemente, in altre località anche molto vicine a Ledro dove avevi l’impressione di dare quasi fastidio, dove non c’era parcheggio neppure a pagamento, dove venivi rimproverato per aver messo il carrello nel posto sbagliato, dove la quota d’iscrizione era superiore a 50€ e non ci hanno offerto neppure una cena… ma soprattutto il clima era molto ma molto diverso. Chi è venuto a Ledro ha avuto la sensazione di essere benvoluto.  A dir la verità il tempo non è stato dei migliori. Venerdì sera un violento temporale e pioggia sabato mattina ma poi sabato pomeriggio un po’ di sole ci ha permesso di fare alcuni voli. Alla cena fa freschino e spesso piove. Domenica la giornata è migliore…. la mattina. Si parte presto ma poi si annuvola e piove mentre carichiamo.  Partono tutti, noi per ultimi, prima di salire in macchina passo in cucina dove trovo l’infaticabile Paola Mora che lava delle scodelle e mi dice che a Santo Domingo hanno appena deciso che anche l’anno prossimo l’europeo a squadre di optimist sarà organizzato dal suo circolo.  E noi? Perché non approffittiamo della disponibilità di Ledro? Perché l’anno prossimo non facciamo il primo campionato italiano a squadre? Me ne torno a casa pensando che lo proporrò alla prossima assemblea…