Considerazioni di Giuseppe Prosperi

Cari amici,
da vero principiante della classe (ma frequentatore e regatante presso altre classi di derive), trovo che la straordinaria vitalità della Classe Snipe sia l’elemento che la contraddistingue rispetto alle altre  attualmente attive in Italia. I motivi sono di seguito sinteticamente riassunti:
– possediamo al momento, un numero di regatanti amatoriali (perchè è quello che siamo tutti) di straordinaria consistenza: basta notare la partecipazione alle regate nazionali e ai campionati italiani);

– gli sforzi che sono stati fatti finora per avvicinare i giovani alla classe stanno dando (seppur lentamente perché l’impresa è ardua) i loro frutti: solo per citare un risultato concreto, il nostro Pietro è riuscito a far partecipare agli ultimi mondiali juniores Giovanni Coccoluto che è una vera star del panorama giovanile mondiale. E’ vero, ci sono tantissimi altri casi riusciti, ma non voglio citarli per non rischiare di dimenticarmi nessuno;
– continuiamo ad avere una manifestazione (Piada Trophy), che richiama i migliori equipaggi da tutto il mondo (una regata di caratura tecnica straordinaria con un ambiente magico che continua anche a terra);
– abbiamo un sito (oggi due) che sono sempre aggiornati ed interessantissimi (provate a “Girare” sui siti delle altre classi, spesso vi escono le ragnatele dallo schermo)!
-Il livello tecnico medio dei regatanti della nostra classe è altissimo ed il comitato di regata delle manifestazioni più importanti è sempre presieduto o affiancato da un personaggio che non ha bisogno neanche di essere nominato, perchè della sua caratura in Italia, esiste solo lui: (ricordiamoci che spesso, l’incompetenza di alcuni c.d.r. ci hanno rovinato delle regate).
I soli cinque punti che ho elencato rappresentano a mio avviso l’autentico patrimonio (ottenuto con tanto impegno), che la classe deve tutelare senza compromessi. Il fatto curioso e fondamentale è che questi cinque aspetti sono interdipendenti interagiscono fra loro generando un equilibrio che permette alla classe di continuare a diffondersi.
Perchè tentare di stravolgere una formula di selezione che porterebbe al turbamento di questo equilibrio (i cinque punti di forza della classe) che finora si è rivelato vincente?
Su eventuali lievi aggiustamenti ci si può confrontare, ma non direi oltre:  a partecipare alle regate (mondiali ed europei), finora, mi sembra che ci siano andati sempre gli equipaggi meritevoli.
Reputo che vadano sempre più riconosciuti e considerati, gli sforzi che i regatanti (a prescindere dalla loro caratura tecnica), fanno per partecipare alle regate  nazionali che devono necessariamente essere tutte valide ai fini della R.L.: l’affluenza a questi appuntamenti rappresentano l’unico concreto elemento  dello stato di salute della nostra classe.
Seppure, può essere necessario  lavorare con idee nuove per incoraggiare gli associati alla classe (ed in special modo per gli equipaggi juniores e più giovani) a partecipare alle regate  nazionali, ma l’obiettivo di mantenere queste come appuntamento prioritario del
calendario, deve mantenersi.
Ad oggi, tutte e (sottolineo tutte) le altre classi di derive (Laser a parte)  attualmente attive in Italia, reputano un grande risultato , il mantenimento del numero dei propri regatanti attivi!
Alla luce di ciò,  considerato che lo stato attuale della classe  mi sembra molto buono, la condotta più assennata  che secondo me  si dovrebbe tenere è quella che la maggior parte di noi tiene quando ha la barca  veloce: non toccare niente per evitare di frenarla!!
Con l’auspicio che l’attività di classe venga sempre più vissuta in mare che a terra, saluto tutti con affetto.

Giuseppe Prosperi