Il saluto del nuovo segretario Andrea Piazza

Cari soci, l’associazione che da oggi ho l’onore di presiedere conta più di 350 soci che in comune hanno l’amore per la vela e per lo snipe. Il nostro beccaccino è una

barca con tantissimi pregi e permette di praticare lo sport della vela ai giovani, ai meno giovani, alle famiglie, agli atleti.

Con uno snipe possiamo portare un paio di amici a fare un giro, insegnare la vela ai figli o ai nipoti e, con la stessa barca, partecipare ai campionati nazionali ed internazionali. Gli equipaggi femminili e misti sono competitivi al pari di quelli maschili e l’assenza di trapezio e spinnaker permette di partecipare alle regate anche con prodieri poco esperti. Pochissime barche sono così versatili. Ma i pregi sono anche una robustezza costruttiva senza paragoni. L’elevato peso imposto dal regolamento, associato alla regola del momento d’inerzia, se da un lato penalizza le prestazioni, dall’altro garantisce una longevità incredibile dello scafo. I costi sia d’acquisto del nuovo che dell’usato rendono lo snipe una barca molto appetibile anche dal punto di vista economico: con un investimento iniziale di qualche migliaio di euro ci si può divertire per anni anche facendo regate a livello medio alto (in quest’ultimo caso bisogna però mettere in preventivo almeno un gioco di vele nuove ogni due anni). Le regate sono un’occasione di incontro tra amici. Pochissimi vanno a fare una regata per vincerla, la maggioranza ci va per incontrare gli amici e passare qualche ora in compagnia. Alle regate snipe si respira un clima così amichevole che molte classi ci invidiano. Impossibile poter fare tutto ciò con un 470, un 49er o altre derive di pari lunghezza. Credo veramente che queste siano le ragioni del successo dello snipe e la crisi economica potrebbe essere per la nostra classe un’occasione per coinvolgere quegli amanti della vela che non riescono più a sostenere i costi elevati delle altre classi. La versatilità del beccaccino ha allo stesso tempo determinato una molteplicità di soci accomunati come ho scritto sopra dall’amore della vela. Non è facile far convivere le diverse anime della nostra associazione ma ci proveremo tenendo ben presente l’articolo più importante del nostro statuto (art. 2)  che testualmente recita Scopo dell’associazione è lo sviluppo e la promozione su tutto il territorio nazionale della pratica dello sport della vela in genere e della classe snipe in particolare. Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro scopo principale è la promozione della vela in genere, magari con un beccaccino. I soci più importanti della nostra associazione non sono quindi i segretari, i probi viri, i capitani. i vincitori o gli organizzatori delle regate ma quelli che promuovono la vela che tutti dobbiamo ammirare ed agevolare il più possibile. Portate amici e parenti in barca, regatanti di altre classi. Mandatemi le foto ed i video delle vostre uscite che le pubblicheremo sul sito. Aumentare il numero di simpatizzanti è una naturale conseguenza degli scopi della nostra associazione perché la vela è bella e più siamo più ci divertiamo. Tanti sono i modi di andare in vela e tutti belli anche se abbiamo preferenze diverse. Alcuni quando vedono un altro beccaccino in navigazione non possono fare a meno di affiancarsi e vedere chi va più veloce, provando a regolare meglio la barca e le vele.  Altri invece riescono a divertirsi facendo un’uscita tranquilla. Partecipare a regate numerose e di alto livello è l’ambizione di molti (ma non tutti) i nostri soci. Esiste poi un piccolo gruppo di soci che ambiscono a partcipare ai campionati internazionali. Seppur poco numeroso tali soci sono l’elemento più vistoso, spesso invidiati dalla massa, e molto importanti. Un bel risultato a un campionato mondiale ed europeo ha una ricaduta pubblicitaria enorme ed è quindi interesse dell’associazione creare le condizioni migliori affinché tali equipaggi primeggino anche all’estero. Conciliare gli interessi di tutti non sarà facile e farò sicuramente degli errori. L’obiettivo primario che ho in questi primi mesi (invernali) nei quali molti fanno tutt’altro che pensare alla vela è ascoltare. Vi prego quindi di comunicarmi per telefono o mail o tramite i vostri Capoflotta proposte e idee così che possa capire le vostre esigenze. Nel rispetto dello statuto cercherò poi di organizzare le vostre proposte in modo da sottoporle all’attenzione dei Capitani alla prossima assemblea. E’ mia intenzione adottare tutte le azioni possibili per raggiungere gli obiettivi della nostra associazione cercando di favorire lo sviluppo delle attività ad ogni livello e di far convivere al meglio le diverse anime della nostra associazione ma al contempo evitare pericolose invasioni di campo di un gruppo sull’altro. Negli ultimi lustri mi pare di aver notato che i soci armati di carrello stradale che partecipano a tante regate in giro per l’Italia abbiano determinato la politica della classe tanto che la scelta delle location delle regate nazionali e del campionato italiano hanno frequentemente monopolizzato le assemblee. Senza nulla togliere all’importanza del campionato italiano e delle regate nazionali, desidero che le attività di circolo e zonali si riapproprino dei loro spazi così come gli equipaggi più forti abbiano la possibilità di scegliere come selezionarsi. Concludo con una nota di scarsa importanza per la maggioranza di noi ma che mi preme esporvi: la nostra associazione presenta una differenza sostanziale dalle altre associazioni: è organizzata in flotte. I soci quindi non votano direttamente nelle assemblee ma eleggono un proprio rappresentante (il capoflotta). Il sistema non è proprio democratico perché i voti dei Capoflotta contano uno indipendentemente dal numero degli iscritti alla flotta. Capita regolarmente che Capitani di flotte con 30 soci pesino, in sede di voto, come un capitano di una flotta con soli due soci. Sto già lavorando ad una proposta di modifica dello Statuto per rendere ancora più democratica la nostra associazione e, se riuscirò a trovare il consenso dei due terzi dei capiflotta, convocherò un’assemblea straordinaria. Mi preme qui evidenziare che i Capiflotta sono i veri timonieri dell’associazione e sono loro che decidono la politica della classe votando le varie proposte nelle assemblee ordinarie e straordinarie. Il Segretario, che è una carica onoraria, deve mettere in pratica le direttive dell’assemblea. Ho chiesto ai vostri Capitani di indire nei prossimi mesi, e comunque prima della fine di agosto, un assemblea elettiva di flotta dove i soci proprietari procederanno alla conferma del vostro Capitano o alla elezione di uno nuovo e alla nomina di uno stazzatore di flotta. Vi invito quindi ad esercitare in modo democratico le vostre scelte anche nel governo della nostra associazione cominciando proprio dalla votazione del vostro Capitano. Ciao Andrea Piazza