Appunti sul Mondiale Assoluto Snipe; le riflessioni di Antonio Bari

In un mondiale, a cui si accede per selezione, il livello è alto perché partecipano i migliori di ogni singola nazione. Si incontrano professionisti veri, semi professionisti (gente che ha un lavoro, spesso nel mondo velico, che dedica moltissimo tempo all’allenamento), dilettanti con talento e -pochi- appassionati che si allenano o escono in barca nei week end.

Noi non siamo nei primi due gruppi e nelle regate a questo livello ne paghiamo lo scotto, soprattutto se le condizioni sono dure come quelle incontrate a Cascais. Nessuno stupore quindi se i nostri nomi non si vedono al vertice delle classifiche.

Gli spagnoli avevano 4 allenatori,  gli statunitensi 3, i brasiliani e i belgi 1, gli argentini un gommone di supporto (grazie ad Antonia per essere stata disponibile anche se imbarcata su un gommone “estero”).

Questo significa mesi e mesi di preparazione e un impegno finanziario non indifferente, cose che noi non possiamo affrontare (la somma dei giorni di allenamento di tutti i nostri equipaggi per questo mondiale è stata più o meno 1/10 di quelli di un singolo top finisher). Per cui tutto sommato non possiamo che accettare il risultato, considerando anche che nessuno dei nostri ha fatto danni gravi, mentre anche tra i big abbiamo visto alberi rotti, tangoni piegati, danni agli scafi e ritiri.

In effetti i fabbricanti di alberi, tangoni e vele hanno fatto affari d’oro. Al secondo giorno ho visto montare 8 alberi nuovi, tutti i giorni mazzi di tangoni (e di certo dopo nove regate con queste condizioni una rinfrescata alla dotazione di vele si renderà necessaria per tutti).

Per capire il livello degli equipaggi in acqua basti dire che hanno gareggiato un oro olimpico, altri cinque o sei olimpionici, 7 ex campioni mondiali snipe (che sono ammessi di diritto), parecchi campioni europei e dell’emisfero e vari professionisti sui barconi.

Il miglior equipaggio misto si è classificato al terzo posto, poi al quinto e all’undicesimo; negli  ultimi due casi con due ragazze al timone (e stiamo parlando di Juliana Duque, campionessa brasiliana in carica e di Mafalda Pires de Lima, impegnata nella campagna olimpica per Parigi 2024). In totale gli equipaggi misti erano oltre 25. Ottima premessa per l’europeo in programma a fine ottobre.

In attesa di avere dati più precisi sui materiali usati (estremamente vari) per elaborare delle statistiche, un dato tecnico interessante è la nuova centratura che proviene dal Sud America: da decenni, con piccole variazioni sul tema, siamo abituati a tirare le sartie all’aumentare del vento con lo scopo di controllare meglio la forma delle vele; al contrario, secondo questa nuova tendenza, all’aumentare del vento si appoppa l’albero riducendo la tensione in modo da rendere tutto il sistema più morbido per far scaricare maggiormente le vele.  Visto il meteo incontrato a Cascais scaricare era l’imperativo: di sicuro una messa a punto da provare nei prossimi mesi – anche se da noi raramente si regata con condizioni meteo così impegnative.

Come già nel 2015 a Talamone, l’equipaggio in testa prima dell’ultima prova non ha saputo amministrare il vantaggio. A Cascais Rodriguez e Tocke potevano vantare 6 punti di vantaggio sul secondo e 7 sul terzo, ma invece di controllare gli unici due avversari pericolosi hanno cercato il bordo migliore, che però tale non si è rivelato. Un errore di strategia che hanno pagato a caro prezzo.

Purtroppo, con le attuali regole di classe, il percorso olimpico è praticamente stato abbandonato e a Cascais abbiamo regatato solo su bastone e triangolo (anche se in qualche occasione degli olimpici sono stati fatti per via dei cambi di percorso dovuti alla variazione delle condizioni). Secondo me un peccato, perché quest’ultimo prevede tutte le andature e mette alla prova i concorrenti su un ventaglio maggiore di opzioni, soprattutto se le condizioni sono come quelle incontrate in Portogallo in cui le poppe erano spesso praticabili e i laschi da urlo.

Dopo molti anni di oblio, dovuto alla mancanza di laminati validi all’interno delle regole di classe, si è rivisto il mylar con grammature adatte e quindi approvabili, caratteristiche meccaniche in linea con quelle di tessuti attualmente utilizzati e, soprattutto, composte di materiale riciclato: il film è fatto con le bottiglie di plastica.

Non essendo ancora approvato, le vele sono state usate solo durante la regata di prova. Già negli anni 90, per un paio di stagioni, ho utilizzato vele in mylar delle quali ero rimasto entusiasta (un po’ meno della randa, che mi era parsa un po’ complessa da regolare). I laminati utili per lo snipe erano poi scomparsi dal mercato per cui nessuno se n’era più interessato. Vedremo come si evolverà la situazione.

Anche quest’anno la Star Sailor League ha preparato una maglietta personalizzata per ogni nazione ed ogni singolo concorrente. A noi è capitata la classica maglia azzurra con il tricolore sulla spalla, ma certamente il premio per la più bella va a quella di Cuba, con la bandiera nazionale messa in verticale.

Nel corso della premiazione sono stati consegnati riconoscimenti non solo di classifica,  ma anche a categorie speciali (primo equipaggio misto, concorrente più giovane eccetera). Fuori dal solito protocollo, ma di certo un’idea simpatica per uscire dalla rigida consuetudine che avrebbe visto la consegna dei premi solo ai primi della classifica assoluta.

Credo di poter dire  in conclusione che il campionato sia stata un’ottima occasione di crescita, non solo per i nostri veterani con molti mondiali alle spalle, che penso abbiano potuto constatare come negli ultimi anni il livello dei conconcorrenti sia con evidenza aumentato, ma soprattutto per i ragazzi, la maggior parte alla prima esperienza a questo livello e con queste condizioni, che porteranno a casa un notevole bagaglio utilissimo per la loro crescita velistica.

Campionato mondiale assoluto di Cascais 2022. Il report e la classifica definitiva

Oggi quinto e ultimo giorno al mondiale di Cascais e, contrariamente al solito, niente lavatrice. Non perché il vento mancasse, anzi, sul campo di regata ce n’era troppo e il CdR ha deciso di far disputare la prova nel golfo davanti alla città. Molto meno vento, poca onda, ma molto rafficato con giri di 30° scarsamente prevedibili. Il presidente di giuria, nel briefing quotidiano, ha ammonito i concorrenti a non fare gioco di squadra perché i giudici in acqua non avrebbero tollerato. Alla fine gli spagnoli Gonzales-Sanchez, senza vincere alcuna prova, si sono aggiudicati il campionato riportandolo in Europa dopo decenni: gli ultimi a vincerlo furono Gancedo-Bernal nel 1975. Paradeda-Kieling aggiungono un’altra medaglia al loro palmares precedendo gli statunitensi Rodriguez-Tocke. Nella metà alta della classifica piazziamo solo Bruni-Zampieri che, dopo una partenza in salita, hanno trovato il loro passo confermando di essere i migliori in campo nazionale terminando 40i. Buono l’esordio ad un mondiale che, come ha detto il commodoro alla premiazione e’ stato il piu’ duro degli ultimi decenni, dei giovani Alessandro Bari e Gioele Toffolo, rispettivamente 52i e 57i. Per loro, come per gli altri giovani presenti a Cascais, Andrea Cabrini e Leonardo Franzini, un’esperienza che certo resterà nella mente. A giochi conclusi va detto che l’organizzazione, malgrado il poco tempo a disposizione dopo la rinuncia del Giappone, è stata eccellente, e così la gestione della regata da parte del CdR: se si escludono i gates troppo stretti, per il resto nulla da eccepire. In entrambi i casi professionalità e mezzi di alto livello.Il prossimo mondiale assoluto si disputerà nel 2024 allo YC Olivos di Buenos Aires, quello junior a Miami, quello femminile a Valencia e quello master a Cadice.

La classifica

Le foto sulla pagina Facebook di Matias Capizzano e su snipe.org. Grazie ad Antonio Bari per i suoi resoconti precisi e tempestivi e grazie ai nostri portacolori che hanno trovato condizioni per loro inconsuete e difficili.

Cascais: mondiali in dirittura di arrivo

Il quarto giorno non è cambiato nulla a Cascais. Il vento sempre quello, l’onda anche. Inutile guardare le previsioni. Tra i 15 e i 20 nodi,anche di più. Pare anche che l’onda non cali mai, giorno e notte è sempre quella.

Anche oggi due prove, entrambe con doppio triangolo per l’intensità del vento. Con l’ottava prova conclusa e una sola rimasta la classifica ha preso forma con l’ingresso dello scarto.

Gli statunitensi Rodriguez-Tocke hanno preso il comando davanti ai brasiliani Paradeda-Kieling e agli spagnoli Gonzales-Sanchez. Sono loro che domani si giocheranno il titolo nella solita lavatrice portoghese, dato che è chiaro che nulla cambierà nelle condizioni meteo. Italiani un po’ più in difficoltà oggi, ma certo la stanchezza comincia a farsi sentire. In generale nessuno di noi nella metà alta della classifica.

D’altronde, nei primi 15 posti ci sono 6 ex-campioni del mondo e altri 2 sono più indietro.

Domani ultima prova, poi premiazione.

La classifica:

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Cascais, 3^ giorno

Altra giornata impegnativa oggi a Cascais, vento tra i 15 e i 20 nodi e le solite ondone da oceano con surfate infinite, ma che con 90 barche intorno non sono mai uno scherzo. Italiani ancora in difficoltà con risultati alterni e i soli Bruni-Zampieri che riescono ad entrare in una prova nei primi 30.

Tre prove disputate, le prime due con arrivo sottovento, la terza in bolina. Prove lunghe, non meno di un’ora e boline di 1.1 miglia, con alternanza di doppio triangolo e bastone a seconda dell’intensità del vento.

Domani partenza alle 12, due prove. Le previsioni non le guardiamo più perché c’è sempre più vento del previsto.

La classifica

Le foto sulla pagina facebook di Capizzano.

Cascais, 2^ giorno di regata

Report di Antonio Bari

Oggi giornata dura al mondiale di Cascais. All’inizio il vento ballerino e a raffiche ha costretto il CdR a spostare per tre volte il campo di regata portando la flotta più al largo del previsto. Alla fine il vento è entrato stabile da 310-320, un po’ a sinistra del solito, dai 18 ai 23 nodi e onda di conseguenza, che nel corso del pomeriggio si fatta sempre più grossa fino a 2 metri.

Percorso a triangolo con laschi in planata continua e più di metà della flotta che non ha utilizzato il tangone, anche perché le raffiche hanno spesso superato i 30 nodi.

Parecchi ritiri per rottura anche tra gli equipaggi titolati e alcune scuffie sono state il corollario della giornata.

Due soli nostri equipaggi nella metà alta della classifica, anche perché queste sono condizioni che non vediamo mai.

Seconda prova di giornata annullata per le previsioni che davano vento in aumento. In effetti, dopo un momento di bonaccia improvvisa, la botta è arrivata di colpo e al momento in cui scrivo (le 20.30) 35-40 nodi ci sono tutti.

Domani previsto meno vento. Partenza alle 14.

Le classifiche al link:

Cascais, 21 agosto 2022, primo giorno di regata

Il report di Antonio Bari

Primo giorno di campionato, previsioni di vento forte ed in effetti al mattino il CdR è stato un po’ in dubbio se farci uscire o meno. Il vento poi è calato a livelli navigabili e la prima prova è partita con 16-20 nodi e la solita onda da oceano incrociata da una ulteriore ondina tanto per rendere le cose più difficili. Percorso W2, bastone con arrivo in poppa, giri di boa senza esclusione di colpi, un paio di rafficoni in poppa vicini ai 30 nodi e percorso bello lungo, 1h10m. Italiani, purtroppo, da metà classifica in giù.

Tra le due prove il vento aumenta, le raffiche sono ben oltre 25 nodi, il CdR issa l’intelligenza, il vento cala e si parte con la T, due triangoli con arrivo in bolina. Regata difficilissima, giri di vento di 30°, buchi a go go, vento che cala, cambio di percorso a W, poi riduzione di lunghezza nell’ultima bolina. Italiani un po’ meglio, un paio di equipaggi nella metà alta della classifica. Anche questa prova bella lunga, 1h15m.

Rientro da delirio mezz’ora di bolina col vento che salta continuamente e finalmente l’ultima parte con 35 nodi per mettere la ciliegina sulla torta.

Molti, anche titolati, con risultati altalenanti a confermare la difficoltà del campo di regata.

Regata peraltro gestita bene dal CdR che ci ha fatti uscire al momento giusto, ha cambiato il percorso quando necessario, ha atteso che il vento calasse tra le due prove, ha accorciato l’ultima bolina prevedendo la botta di vento che avrebbe fatto annullare la regata. Domani partenza alle 14. Previsioni di vento intorno ai 20 nodi con la solita “ondina” dell’oceano.

https://cncascais.com/index.php?option=com_rib&view=item&id=1303&catid=2&Itemid=157&lang=en#results


Mondiale di Cascais: inaugurazione e regata test

Oggi alle 12 skippers’ meeting e regata di prova alle ore 14. Vento di 15-18 nodi da nordovest, come di abitudine per Cascais e onda ben formata di circa 1,2 metri. Il Comitato ha fatto due partenze di prova e la terza è stata buona. Bolina dura, poppa con planate interminabili. Come tradizione a metà della seconda bolina tutti hanno poggiato e sono tornati a terra. Alle 18 Cerimonia di apertura con la presenza delle autorità locali e e del Commodoro Luis Soubiè; quindi happy hour, prevista anche per i giorni a seguire. Domani si fa sul serio, con il segnale di avviso della prima prova per le 13; le previsioni parlano di 25 nodi ed oltre, speriamo siano per eccesso.

87 concorrenti di 19 nazioni in rappresentanza di 4 continenti
Antonio Bari

Al via i mondiali assoluti a Cascais

Con la regata test di domani inizia la regata più attesa dell’ anno la cui prima prova è fissata per domenica 21 agosto; il più caloroso augurio ed un abbraccio ai nostri portacolori: Lambertenghi/Franzini; Fantoni/Gorgatto; Bruni/Zampieri; Toffolo/Longhi; Bari/Bari; Schiaffino/Cabrini.

L’ augurio è quello di ripetere dopo 67 anni l’ exploit di Mario Capio, oro a Santander nel 1955. Sappiamo di essere ben rappresentati per cui “Forza ragazzi, siamo fieri voi”!