Mondiale Master, il resoconto di Paolo Sangiorgi

img_0397“Vorrei condividere la bella avventura vissuta, con Stefano Marchetti al timone, al Mondiale Master di Nassau alle Bahamas. Siamo atterrati domenica 16 ottobre primo pomeriggio e le condizioni atmosferiche risentivano ancora dell’uragano Matthew, passato pochi giorni prima e che ha portato tanta devastazione nell’area caraibica. Presa la macchina a noleggio e arrivati al Royal Yacht Club Nassau sotto una pioggia battente, abbiamo solo perfezionato l’iscrizione e stazzato le vele a causa del maltempo.Vedendo l’area di fronte al club, dove l’uragano aveva spazzato via tutti i pontili, si capisce immediatamente l’enorme sforzo organizzativo e logistico fatto in meno di una settimana da decine di volontari per ripristinare tutti i servizi essenziali, permettere di accogliere i regatanti ed effettuare regolarmente il campionato. Fortunatamente da lunedì il tempo è iniziato a migliorare per cui abbiamo potuto prendere possesso della nostra barca a nolo, armare e uscire per la regata di prova. La sera si é svolta la bella cerimonia di apertura con tutti i 35 equipaggi provenienti da 9 nazioni. Praticamente tutte le sette regate, tranne la penultima sabato mattina, si sono disputate in condizioni di vento intorno al limite di stazza di 15 nodi con raffiche talvolta anche oltre, a 18-20 nodi. Decisamente non le nostre condizioni ottimali, tranne la penultima prova corsa con brezza da terra tra i 7 e i 10 nodi, dove siamo finalmente riusciti a regatare tra i primi chiudendo quinti. In tutte le altre sei prove abbiamo sempre navigato tra i dieci e i venti, inclusa la terza prova dove abbiamo dovuto purtroppo ritirarci a causa di un problema alla landa di una sartia quando navigavamo nei primi dieci. I percorsi, a bastone con tre boline e due poppe, erano molto tecnici a causa dei frequenti cambi di intensità e direzione del vento, ma il Comitato di Regata é stato sempre molto attento e pronto a riposizionare le boe, adattando subito i percorsi ai cambiamenti del vento. Dei vincitori c’é poco da dire, dato che sono tra gli equipaggi più forti del continente americano e i primi cinque hanno quasi sempre fatto regata a sé, come si vede bene dalla classifica. Indipendentemente dal nostro risultato finale (18^ overall e 9^ Apprentice Masters), é stata un’occasione irripetibile di confrontarci a livello internazionale con equipaggi tra i più forti del continente americano e giapponesi in condizioni per noi inusuali. La messa a punto della barca non é stata semplice, causa il poco tempo a disposizione e le condizioni mutevoli, per cui sicuramente non abbiamo sfruttato appieno le sue potenzialità. La mancanza di allenamento si é fatta sentire soprattutto nelle partenze e nei giri di boa spesso affollatissimi, condizionando un po’ il risultato finale che comunque é corretto. A conti fatti, avremmo potuto migliorare al massimo un paio di posizioni. In conclusione, tutto l’evento sia in mare che a terra si è svolto in piena sintonia con il motto della classe ” Serious sailing, serious fun”. Inoltre ci rimane il grande piacere di avere navigato nella Montagu Bay, in un campo di regata incredibilmente bello, con sole, colori brillantissimi, acqua trasparente e calda anche quando si usciva presto la mattina per la prima prova. Pensando al freddo e al tempo invernale che ci aspetta nei prossimi mesi, questo é sicuramente uno dei ricordi indelebili più belli che portiamo a casa.”