E’ scomparso Alberto Bragantini

BragantiniForse il nome Alberto Bragantini a molti dei giovani della classe Snipe non ricorda nessuno, dice Roberto Calliari, ma chi da molti anni invece solca i laghi ed il mare con lo Snipe, lo ricorda sicuramente.
Ci ha lasciato ieri a 88 anni. Faceva parte della “vecchia” guardia e con il fratello (cosidetto “magro” per la sua figura longilinea) a bordo di “Ambra” aveva combattuto con Renato Bruni, Giorgio Brezich, Giuliano Demattè, Giorgio Longo e tanti altri (anche con il segretario uscente Andrea Piazza che lo ha citato nel recente ultimo Master)…

Alberto è stato attivo regatante e capitano della flotta Verona Ovest negli anni 70 e 80. Negli anni 90 aveva già ridotto molto la sua attività. Aveva dato un forte impulso della classe Snipe sul lago di Garda ed in particolare allo Yacht Club Torri dove erano inizialmente soci. I fratelli Bragantini nel 1983 avevano conquistato anche il campionato italiano Master (una delle prime edizioni).
Negli ultimi anni aveva regatato con il figlio Davide in prua. A Davide ed al fratello Gianfranco va l’abbraccio di tutta la Snipe Class.

Antonio Bari lo ricorda così:
Con il loro Skipper verde, i fratelli Bragantini erano l’incubo per tutti nelle regate con poco vento. Con 105 kg. in due non avevano rivali nelle poppe. Qualsiasi fosse la loro posizione alla fine della bolina, lentamente ma inesorabilmente avanzavano e ti raggiungevano. Non c’era scampo. La sigaretta sempre accesa di Gianfranco indicava il vento e, fermi e immobili in barca, sembrava che non toccassero l’acqua. Alberto soleva dire che con 8 metri sopravvivevano, con 6 regatavano, con 3… e qui non servivano parole, bastava un largo sorriso per far capire cosa intendesse dire.
Con Alberto ci siamo frequentati spesso nei miei anni di studio a Verona: il suo bellissimo negozio di oggettistica artistica, La Giara, era meta dei miei giri in centro città alla fine delle lezioni pomeridiane e ricordo le lunghe chiacchierate parlando di alberi, vele, boline, vento…
Ad Alberto ho sempre  invidiato la tranquillità con cui affrontava le regate: qualsiasi vento, qualsiasi risultato, a terra e in acqua era sempre sereno e spiritoso. Non ricordo di averlo mai visto forzare un incrocio, toccare una boa, prendersela con qualcuno in acqua e a terra. Un vero esempio di vela vissuta come divertimento.

Allego l’unica foto che ho trovato.
E’ stata scattata al campionato italiano di Porto Verde nel 1980. Alberto è al centro, con la maglietta scura, suo fratello Gianfranco “ciccio” è sull’estrema sinistra. Mi pare di riconoscere Plinia Brezich di spalle.

Rettifico: nella foto, di spalle, potrebbe esserci la moglie di Giorgio Lotto, di Chioggia, che con il berretto bianco sta discutendo con Alberto Bragantini. A destra il timoniere di Giorgio, Gandolfo. Ma sono passati 33 anni, non sono sicurissimo.
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