Trofeo Mignani – Riccione, 26 e 27 maggio: Resoconti

Ecco il resoconto di Eugenia Vanni e a seguire quello di Andrea Piazza.
Acquafun, Pepe nero, Cocorico’… questi i primi cartelli trovati appena arrivati a Riccione, mmmmmm… il week end si preannuncia hard! In realtà il week end sarà tranquillissimo con una botta di vita sabato sera in gelateria 😀
Il meteo ci ha riservato 2 giornate standard con vento da Nord, circa. Sabato il cielo era coperto e il vento ci ha permesso solo un paio di prove alle cinghie, e la poca stabilità della direzione ha creato qualche difficoltà nella gestione del campo. Via gli occhiali, tenuta semi-invernale (l’aria era fresca) e cerco di riprendere pratica con il mezzo: l’ultima uscita con il Poggi risale alla nazionale di Sanremo! Le prime due prove alla grande grazie anche a delle buone partenze, e il distacco dal secondo mi ha permesso di far passare in cavalleria qualche nodo di troppo in boa, ma non mi ha esonerato dalle occhiatacce del Poggi. Cala l’aria, si parte per la terza prova, questo giro si rimane nel mucchio e a suon di virate e strambate riusciamo a recuperare buona parte della flotta e chiudiamo nei primi 10.
Domenica finalmente il sole, ma meno aria, forse un po’ più stabile. Ho passato buona parte dei bordi sdraiata a mo’ di polena sulla prua della barca! Ma decisamente meglio di quando mi si chiede di accucciarmi tra deriva e panca e dopo un po’ le ginocchia cominciano a formicolare. Anche in queste prove c’è da battagliare: ci sono due condizioni diverse agli estremi del campo che portano comunque vantaggio. Il gruppo si apre e diventa difficile marcare l’avversario. All’ultima prova in particolare, decidiamo di non rischiare e rimaniamo vicini ai nostri diretti avversari, scelta che ci premia (evviva!). Qualche battibecco in boa dovuto anche ad antiche ruggini e dovuti chiarimenti una volta a terra dove è stata applicata la “formula Piazza” (vi aspettiamo a Bracciano x la birra)!
Lascio ulteriori dettagli a quelli bravi e soprattutto con più memoria. Quello su cui vorrei invece portare l’attenzione è che in questa Nazionale abbia ritrovato un po’ tutti gli elementi, positivi e negativi, di cui andiamo sempre parlando durante le nostre riunioni a livello nazionale e zonale.
L’organizzazione è stata ottima, tutto come da prassi: 3 prove + 2, briefing, cena, cestini pranzo, premiazione con rinfresco, bellissime magliette. Il Circolo ha messo il massimo impegno cercando di non farci mancare nulla, rispondendo a ogni nostra richiesta, e viziandoci con gadget non riciclati e cibo ottimo&abbondante. E’ sempre un piacere essere ospitati da persone che lo fanno per passione e voglia e non per semplice dovere o interesse.
Rimangono però dei punti da analizzare che possiamo riassumere in due macrocategorie: regate e accoglienza.
Regate:
Quando parliamo di Nazionali credo si obbligatorio far rispettare ai circoli organizzatori e ai CdR certi standard che non sono solo la sequenza dei lati, ma anche la lunghezza (tempo) adeguata. A volte quest’ultima viene posposta alla necessità di portare a casa 3 prove in un giorno… cosa è più importante? Sabato abbiamo chiuso le prove con una media di 40’, un po’ pochino.
Il regolamento permette di annullare una prova e ridare la partenza qualora il cambio di direzione del vento sia eccessivo, in caso contrario la regata può diventare una sorta di corsa dei ciuchi. Specie d’estate, dove le giornate sono particolarmente lunghe, c’è modo di gestire più di una partenza; perché non farlo, se necessario? Anche qui la causa nella priorità: il numero di prove o la qualità delle stesse?
Quando si decide di ridurre un percorso, farlo ricorrendo ad ambo le formule disponibili (riduzione n° lati e lunghezza lati) diventa forse eccessivo: genera micro regate. E inoltre come possiamo controllare che il lato venga ridotto solo della percentuale stabilità dal regolamento (1/3, mentre sabato sembrava ridotto della metà…). Torno al punto di cui sopra: n° di regate o qualità delle stesse?
Accoglienza:
Premetto che rinnovo l’apprezzamento per quanto fatto dai Circoli per permetterci di divertirsi e di giocare, e in particolare porrei in evidenza quanti mettono del loro oltre a quello che la tassa d’iscrizione permette (facendo i conti della serva il CNR ha offerto più di quanto sia entrato!).
Non di meno, sempre in ambito di regate Nazionali ma anche Internazionali (estendo ai circoli fuori confine, vedi l’europeo ad Oslo e il mondiale a Rungsted), l’organizzazione deve provvedere a fornire spazi riservati per l’alloggio di barche e mezzi d’ausilio, e servizi (bagni e/o spogliatoi) adeguati per il numero dei partecipanti, specie se in condizioni di brutto tempo: Prima o poi rischiamo una denuncia per atti osceni in luogo pubblico!
Queste considerazioni sono da parte di una regatante della classe che ha avuto la fortuna di girare per varie location e confrontare diverse realtà.
Probabilmente il regolamento e le nostre esigenze generano un eccesso di input che porta a delle decisioni arrangiate per poterci accontentare su ogni cosa. Credo quindi che, vista anche la situazione attuale, dovremmo stabilire una scaletta di priorità, almeno tra noi condivisa, per permettere agli organizzatori di svolgere al meglio il loro ruolo garantendoci i fondamentali e, se ne avanza, dedicarsi anche al resto.
Eugenia

Lo scorso weekend ci siamo trovati in 58 (29 snipe) a Riccione per la seconda nazionale del 2012. Tra i big, erano assenti i fedelissimi Rocchelli causa un incidente con lo scooter di Fabio fortunatamente con lievi conseguenze e Solerio per impegni di lavoro. L’ospitalità è stata ottima e come a Sanremo ci siamo sentiti a casa di amici. Eugenia ha scritto un bel resoconto che condivido ringraziando gli organizzatori e specialmente Giuseppe Dimita. Ho trovato un clima molto collaborativo, con giudici di regata che ci hanno sempre ascoltato e molto attenti alle nostre richieste. Prima del briefing siamo riusciti a far adottare i percorsi con arrivo di bolina (dopo i mugugni di Sanremo) e durante il briefing il CdR ha accolto la nostra richiesta di partenza con lettera P anziché I come avevano inizialmente previsto. Ho apprezzato molto l’atteggiamento dei giudici a cui va il mio ringraziamento per la gentilezza e la correttezza con cui siamo stati trattati. Al sabato prima della partenza abbiamo  suggerito di allungare il percorso e il CdR ci ha ascoltati allungando il percorso e issando l’intelligenza. Le prove sono però risultate ugualmente un po’ corte e con salti di vento, tanto che la seconda prova avrebbe potuto essere annullata durante la prima bolina per un salto di circa 40° a sinistra e la terza si poteva anche evitare di dare la partenza per il vento troppo debole. Ma del senno di poi sono piene le fosse e 5 prove hanno fatto si che fortuna e sfortuna, mediamente, si compensassero. Le osservazioni sulla durata e regolarità delle prove del sabato che abbiamo fatto al rientro, sono state accolte e domenica abbiamo fatto due prove regolari, anche se con poco vento. La puntualità nella partenza alle 11.00 della domenica ha permesso inoltre di terminare presto così tutti siamo arrivati a casa ben prima di mezzanotte.
Grazie a tutti e specie al CdR e a Giuseppe Dimita.
Andrea